Mentre sempre più Regioni (anche fuori Italia) provano ad aggirare i governi per mettere le mani sul vaccino russo, il Financial Times rivela: la prossima settimana l’Ema valuterà se per la sperimentazione sono stati violati standard etici e scientifici

L’Agenzia europea per i medicinali la prossima settimana inizierà a valutare se durante la sperimentazione del vaccino russo contro il coronavirus Sputnik V sono stati violati gli standard etici e scientifici. Lo riferisce il quotidiano britannico Financial Times che cita alcune fonti secondo cui questo processo di valutazione giunge mentre all’Ema ci sarebbero non poche perplessità sul rispetto delle normative etiche richieste nello sviluppo del preparato. In particolare, come l’Agenzia Nova, si fa riferimento al cosiddetto Good clinical practice, uno standard concordato a livello internazionale volto a garantire che le sperimentazioni sui farmaci siano progettate e condotte correttamente. La questione riguarda, in particolare, la denuncia riportata da vari media internazionali di alcuni partecipanti al processo di test – militari e dipendenti pubblici – che hanno dichiarato, mantenendo l’anonimato, di aver ricevuto pressioni dai loro superiori per sottoporsi alla somministrazione del vaccino.

Kirill Dmitriev, l’amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti che ha sponsorizzato la produzione del vaccino realizzato dal Centro Gamaleja, ha smentito al Financial Times queste dichiarazioni affermando che “non ci sono state pressioni” sui partecipanti ai test e che la sperimentazione dello “Sputnik V ha rispettato tutte le pratiche cliniche” Dmitriev ha anche confermato che la prossima settimana è attesa in Russia una delegazione dell’Ema. A fine marzo, d’altronde, il responsabile della strategia per le minacce alla salute e i vaccini dell’Ema, Marco Cavaleri, aveva dichiarato che l’agenzia avrebbe inviato una squadra di esperti in Russia ad aprile per esaminare gli studi clinici e la produzione del vaccino russo contro il coronavirus.

A proposito del vaccino russo, Politico ha raccontato come alcune Regioni di Paesi del Sud Europa lo invocano a gran voce. Tra le italiane manca il Lazio di Nicola Zingaretti e del suo braccio destro Alessio D’Amato, che soltanto ieri (come raccontato su Formiche.net) ha approfittato delle difficoltà di AstraZeneca per inviare messaggi a Moca. C’è la Campania di Vincenzo De Luca. E c’è il Veneto di Luca Zaia che, a differenza degli altri due governatori non ha mai ipotizzare di scavalcare le decisioni dell’Ema. Andando fuori dall’Italia c’è l’esempio più importante: Madrid, la cui presidente Isabel Díaz Ayuso è andata a cacciare del siero di Vladimir Putin a inizio anno senza seguire la linea dettata dal governo di Pedro Sanchez.

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