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Riecco Trump. Un video svela la corsa al 2024

Di Lorenzo Santucci

È tornato o no? Un video della campagna “Save America” di Donald Trump mette nel mirino il presidente Joe Biden e il ritiro Usa dall’Afghanistan. C’è aria di campagna elettorale. Il Tycoon è pronto a correre per il 2024?

It’s a failure”. Donald Trump riparte da dove aveva lasciato: il caos. “Save America”, la campagna elettorale del tycoon per il 2024, ha pubblicato un video in cui, in poco più di un minuto, vengono evidenziate tutte le difficoltà del ritiro dall’Afghanistan. Un modo per screditare il suo successore, Joe Biden, reo di aver “mentito all’America quando ci disse che era tornata”, afferma una voce in sottofondo. “Questo passerà alla storia come uno dei più grandi fallimenti militari. Sono i talebani ad essere tornati, non l’America”.

Nel videoclip, l’Afghanistan viene descritto come la “Disneyland dei talebani”, che figurano sorridenti, e l’intera responsabilità del fallimento americano è da ricercare in Biden. Seguono immagini del presidente in carica mentre inciampa sulla scaletta dell’aereo, o mentre guarda l’orologio all’arrivo dei feretri contenenti i corpi dei militari che hanno perso la vita a Kabul durante l’evacuazione. “Questa non è l’America che conosciamo”, continua la voce narrante del video. “I media si rifiutano di chiedere conto a Biden per la tragedia che ha provocato. È tempo per la verità”.

Il filmato è arrivato nel momento più duro per Biden da quando si è insediato alla Casa Bianca, nove mesi fa. Le polemiche interne riguardo la gestione della chiusura della guerra più lunga d’America sono state feroci e si porteranno dietro strascichi per mesi. In molti hanno chiesto un suo passo indietro, a partire dall’ex presidente. Eppure il coinquilino della Casa Bianca ha difeso a spada tratta la sua decisione, specie di fronte agli accordi di Doha firmati da Trump nel 2020 che, per l’occasione, chiese il rilascio di alcuni leader talebani per discutere le condizioni del ritiro.

Le presidenziali del 2024 sono ancora lontane. Se Trump decidesse però di correre nuovamente per il posto da presidente, il video pubblicato da “Save America” potrebbe diventare il primo di una lunga campagna elettorale. Resta da chiedersi come si possa veicolare un messaggio di un personaggio bannato da qualsiasi social dopo gli eventi del 6 gennaio scorso. Anche l’app di estrema destra Parler, il social più utilizzato dai trumpiani, è stata cancellata dai server della Silicon Valley, da Amazon ad Apple fino a Google, per i contenuti che trasmessi “non in linea” con la politica aziendale.

Di certo a Trump non mancano né seguaci né macchina organizzativa, già in moto nella raccolta fondi e con una enorme capacità di spesa. Non è possibile conoscere dettagliatamente in che modo si stia muovendo. Anche lo stesso Trump ha deciso di non sciogliere i nodi: “Poiché le leggi sul finanziamento della campagna elettorale sono estremamente complicate e incredibilmente stupide”, ha affermato a Fox News, “in realtà non sono autorizzato a rispondere a questa domanda”. Assicurando, però, che “vi divertirete”. Nel frattempo un’esponente del mondo complottista di Qanon, Marjorie Taylor Greene, la “futura stella repubblicana” come la definì il Tycoon, è stata eletta alla Camera dei Rappresentanti alle elezioni del 3 novembre. La base è ancora solida.

A marzo, dal palco della CPac – Conservative Political Action Conference – l’ex presidente aveva lanciato l’ipotesi di una sua nuova discesa in campo. “Il nostro viaggio iniziato quattro anni fa non è ancora finito. Lavoratori, patrioti, abbiamo appena iniziato. Vinceremo ancora”, disse infiammando il suo pubblico. Promettendo anche di non aver alcuna voglia di fondare un partito personale. “Perché dovrei? Abbiamo il partito repubblicano, unito e più forte di prima. Perché dividere il nostro voto e non vincere mai?”.

In quell’occasione si era preso la scena e aveva lanciato parole che molti repubblicani aspettavano di ascoltare – un numero  maggiore rispetto ai vari esponenti del partito che hanno preso le distanze dopo l’insurrezione di Capitol Hill. Gran parte degli elettori dell’Elefantino fa ancora sentire il suo sostengo all’ex presidente, nonostante tutto. Secondo un sondaggio di maggio scorso, il 61% dei repubblicani è convinto che il risultato delle elezioni di novembre sia frutto di una frode.

La debacle dell’Afghanistan, sommata al crescere dei contagi da coronavirus e al disastro causato dall’uragano Ida, mettono quindi Biden di fronte al primo bivio della sua presidenza. Uscire bene o male dall’impasse potrebbe significare molto in vista del 2024. Data che a Washington DC non sembra poi così lontana.

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