Parte il bando da 3,6 miliardi in 15 lotti per portare l’internet veloce in tutta Il primo tassello della strategia messa a terra dal ministro Vittorio Colao. Aspettando la società per la rete unica

L’Italia apre ufficialmente il cantiere della banda ultra larga. Aspettando di capire se e quando la società per la rete unica a trazione pubblica vedrà la luce, prima c’è da chiudere i giochi su Tim,  il governo alza ufficialmente il velo sul bando di gara per il progetto Italia a 1 giga. Ovvero, la gara in capo a Infratel, la società del ministro dello Sviluppo economico per l’attuazione del piano per la banda veloce e ultra-veloce, da oltre 3,6 miliardi per le aree grigie. Si tratta del primo vero tassello della strategia Italia digitale 2026 messa a punto dal ministro dell’Innovazione Vittorio Colao.

Ora, gli operatori di telecomunicazione potranno presentare un’offerta fino al 16 marzo con progetti per la realizzazione di nuove infrastrutture e apparati di accesso in grado di erogare servizi internet con velocità nelle ore di picco del traffico pari ad almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload.

Le risorse messe a disposizione dal Pnrr ammontano per la precisione a 3 miliardi e 653 milioni, ripartiti in quindici lotti territoriali: Sardegna, Puglia, Abruzzo-Molise-Marche-Umbria, Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta, Calabria Sud, Calabria Nord, Toscana, Lazio, Sicilia, Emilia Romagna, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Basilicata, Trento e Bolzano. In tutto la procedura messa a punto da Infratel prevede che vengano raggiunti 6,9 milioni di indirizzi civici integralmente in fibra ottica o con tecnologia fixed wirelss access.

Più nel dettaglio, per l’assegnazione dei lotti saranno presi in esame l’offerta economica, le caratteristiche delle reti, tra cui l’architettura e il dimensionamento, la qualità dei piani di assunzione e formazione del personale e di gestione del progetto ed anche impegni relativi a inclusione, diversità di genere, persone con disabilità e sostegno a categorie svantaggiate ed eventuali miglioramenti rispetto alle performance richieste e alle condizioni tecniche ed economiche regolatorie minime previste. A differenza delle aree bianche, quelle a fallimento di mercato, in cui Open Fiber si è aggiudicata tutti i lotti, in questa gara ciascun partecipante potrà essere ammesso a un massimo di 8 lotti su 15.

Riguardo alle tecnologie è stata invece garantita la neutralità tecnologica, quindi oltre alla fibra si potranno usare quelle ritenute più opportune a garantire i risultati in termini di performance anche per velocizzare l’iter di installazione. All’esito della presente procedura di selezione, per ciascuno dei lotti aggiudicati verrà sottoscritta la convenzione che regola le modalità per la concessione del contributo che potrà essere, al massimo pari al 70% delle spese ammissibili, il resto dunque sarà a carico del beneficiario.

Si tratta in ogni caso di una delle gare più attese in assolute del Pnrr, anche per gli effetti che potrebbe avere sui piani di investimento di una società della rete unica tra Tim e Open Fiber che dovesse emergere in seguito alle manovre in corso sull’ex monopolista. Ma questo lo si vedrà solo più avanti.

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