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Il negoziato ucraino riparte dalla Svizzera. L'annuncio di Umerov

Il negoziato sulla guerra in Ucraina entra in una nuova fase e si sposta a Davos, dove sicurezza, ricostruzione ed economia si intrecciano sempre più strettamente. Tra il ruolo crescente degli Stati Uniti, l’ingresso di BlackRock nel piano da 800 miliardi e le perplessità europee, il futuro di Kyiv appare sospeso tra deterrenza militare e finanza globale

Così Trump continua a combattere la flotta ombra russa nel Venezuela post-Maduro

Washington continua a stringere il cerchio sulle esportazioni petrolifere venezuelane. Con il sequestro della petroliera “Veronica, gli Stati Uniti rafforzano il contrasto alla flotta ombra e consolidano il controllo sul greggio di Caracas, in una fase di profonda riorganizzazione politica ed energetica del Paese

La Nato potenzia il fronte artico tra Russia, Cina e tensioni interne. Ecco come

La crescente presenza di Russia e Cina nell’Artico spinge la Nato a rafforzare la propria posizione nel Grande Nord. La missione in Groenlandia e le esercitazioni alleate segnalano la volontà di difendere rotte, comunicazioni e coesione dell’Alleanza in un contesto di crescente competizione geopolitica (e di crisi interna al blocco proprio sullo stessa area)

Dal fronte del conflitto ai territori italiani. Lezioni ibride per il sistema-Paese

Dalla disinformazione agli attacchi cyber, il “fronte interno” è tornato al centro della competizione tra Stati. Il dibattito ospitato a San Miniato mette in luce come la sicurezza del sistema-Italia passi anche dalla capacità di reazione delle comunità locali, chiamate a diventare parte attiva nella difesa dello spazio informativo e decisionale

Perché New York può processare Maduro. Il precedente che cambia le regole del gioco

Dopo la cattura di Nicolás Maduro, la vera partita si gioca sul piano giuridico, come sottolinea un’analisi dell’Adnkronos firmata dal vicedirettore Giorgio Rutelli. L’operazione “Absolute Resolve” ha aperto una frattura profonda tra diritto internazionale e diritto federale statunitense, mettendo alla prova i limiti dell’extraterritorialità americana e il concetto stesso di sovranità

In Guinea le urne legittimano (almeno formalmente) il regime militare

Il voto guineano segna il passaggio dalla giunta alla presidenza senza una reale alternanza. Tra boicottaggi, accuse di irregolarità e repressione politica, la legittimazione elettorale appare soprattutto formale

Prospettive 2026. Quali scenari per il conflitto russo-ucraino

Il 2025 si chiude con un’intensa attività diplomatica sul conflitto in Ucraina, segnata da proposte articolate e da un dialogo sempre più strutturato. Tuttavia, le divergenze su territorio e cessate il fuoco hanno impedito di trasformare il negoziato in un accordo definitivo

Emirati fuori dallo Yemen. Così cambia la partita nel Golfo

Il ritiro delle truppe emiratine dallo Yemen segna una svolta nelle relazioni con l’Arabia Saudita. La crisi mette in luce una profonda divergenza strategica tra due alleati storici e rischia di aprire una fase di maggiore instabilità nel conflitto yemenita

Obiettivo Indocina. Così Pechino sfrutta l'escalation tra Thailandia e Cambogia

Il vertice trilaterale tra Cina, Thailandia e Cambogia segna un nuovo passo nell’attivismo diplomatico di Pechino nel Sud-est asiatico. Ospitando i colloqui nello Yunnan, la Cina rafforza il ruolo di mediatore regionale, puntando a consolidare un cessate il fuoco ancora fragile e a presentarsi come garante di stabilità lungo i confini indocinesi

Un’elezione senza scelta nel Myanmar dei generali

Il Myanmar avvia le prime elezioni dal colpo di Stato del 2021 in un contesto segnato da guerra civile, repressione e forte riduzione del pluralismo politico. Il voto, articolato in più fasi, si svolge senza le principali forze di opposizione e con un controllo militare diffuso, sollevando interrogativi sulla sua capacità di rappresentare una reale transizione democratica

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