O si ha il coraggio di ritornare politicamente protagonisti oppure, e di conseguenza, ci si riduce ad essere del tutto marginali e periferici. Un epilogo, va pur detto, che sarebbe triste e anche un po’ decadente per una nobile e gloriosa cultura politica che ha caratterizzato ed accompagnato la stessa crescita e consolidamento della nostra democrazia. L’opinione di Giorgio Merlo
Giorgio Merlo
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Vi spiego la vera sfida politica e culturale dei “democristiani”. Scrive Merlo
Se c’è un compito specifico, e attuale, a cui i democristiani delle varie “confessioni” debbono assolvere è quello di ricostruire quella “politica di centro” che è stata storicamente la vera specificità e un indubbio valore aggiunto per la cinquantennale esperienza democratica e cristiana. E va fatto in qualsiasi schieramento e in qualunque partito
In politica servono i leader, non i capi. Il commento di Merlo
Mino Martinazzoli, indimenticabile leader della sinistra Dc, diceva che “nella prima repubblica c’erano i leader; nella seconda invece ci sono i capi”. Un monito che continua a conservare una straordinaria modernità e attualità. Il commento di Giorgio Merlo
La coalizione non è mai un pallottoliere. L'opinione di Merlo
Un’alleanza costruita solo per sconfiggere l’avversario rischia di restare un cartello elettorale. Per governare servono coesione politica, credibilità programmatica e una visione comune del futuro dell’Italia. Il commento di Giorgio Merlo
Questione sociale, la politica deve riscoprire Donat-Cattin e Marini. La proposta di Merlo
Tra assistenzialismo e ricette liberiste, le nuove disuguaglianze richiedono una cultura politica capace di coniugare lavoro, welfare e crescita. Riscoprire la lezione di Donat-Cattin e Marini può restituire concretezza al dibattito e credibilità all’azione dei partiti
La Dc non torna, ma la cultura di governo non può scomparire. Scrive Merlo
È del tutto evidente che l’eredità politica e culturale di un partito come quello democratico e cristiano, soprattutto quando si parla della cosiddetta “cultura di governo”, è incompatibile con le derive populista, qualunquista, demagogica, pauperista, massimalista ed estremista che purtroppo caratterizzano il comportamento concreto di molti partiti. Sul versante del centrodestra e, soprattutto, su quello della sinistra contemporanea. Il commento di Giorgio Merlo
Cattolici popolari, il dovere di esserci alle prossime elezioni. La riflessione di Merlo
Un rinnovato protagonismo di questo filone di pensiero deve essere in grado di declinare una vera ed autentica “politica di centro” da un lato e, dall’altro, restituire alla politica la sua antica funzione che non è quella di delegittimare moralmente il nemico per poi annientarlo politicamente ma, al contrario, contribuire a creare una credibile cultura di governo
Il limite del pallottoliere, senza cultura di governo non c'è coalizione
Le coalizioni non si costruiscono sommando sigle, leader e voti. Senza una visione condivisa sui grandi temi di governo, dal ruolo internazionale dell’Italia all’economia, il rischio è trasformare l’alleanza in un semplice strumento elettorale destinato ad alimentare instabilità e ingovernabilità. La riflessione di Giorgio Merlo
Nel nuovo Centro c’è spazio per la sinistra sociale. Merlo spiega perché
Il progetto di un Centro autonomo, riformista e di governo decollerà concretamente con le prossime elezioni politiche. Anche perchè, ma è persino inutile ricordarlo ancora, nella coalizione progressista e di sinistra per le forze cosiddette centriste o schiettamente riformiste c’è posto solo in piedi, come si suol dire. O meglio, per dirla con un linguaggio più appropriato, è previsto solo…
Due culture per costruire il centro del futuro. Il commento di Merlo
Il nuovo centro che guarda al 2027 non può prescindere dall’incontro tra cultura liberal-democratica e tradizione cattolico-popolare e sociale. Una convergenza che appartiene alla storia della Repubblica e che oggi può rappresentare l’alternativa agli opposti populismi














