A pochi giorni dalle elezioni parlamentari, la Moldavia diventa epicentro della guerra ibrida russa. Raid della polizia su asset infiltrati, reti sociali inquinate e operazioni di disinformazione sempre più sofisticate. Un laboratorio che Mosca usa per testare tecniche da esportare anche nell’Ue
Le guerre ibride rappresentano una forma di conflitto che utilizza la combinazione sinergica di strumenti asimmetrici come la disinformazione, la guerra economica, gli attacchi informatici e l’uso di attori non statali per destabilizzare un avversario, rimanendo al di sotto della soglia del conflitto dichiarato.
All’interno di questo paradigma si colloca la guerra cognitiva, il cui campo di battaglia è la mente umana. Qui l’obiettivo non è tanto distruggere infrastrutture o eserciti, quanto influenzare percezioni, decisioni e comportamenti, sfruttando i meccanismi psicologici e cognitivi della popolazione, dei leader e delle istituzioni, minando il capitale umano delle democrazie liberali.
Ecco CopyCop, la macchina di disinformazione russa che punta ai modelli di IA
Recorded Future accende la luce su CopyCop, il network di influenza del Cremlino per saturare l’ecosistema digitale occidentale e avvelenare i dataset dei modelli generativi, trasformando la propaganda in un’arma capace di penetrare nella tecnologia e nei processi cognitivi delle democrazie
MI6, l’ultima lezione di “C”, Sir Richard Moore. Aprirsi per restare segreti
Nel suo ultimo discorso a Istanbul, Richard Moore consegna l’eredità di un MI6 trasformato. Più aperto e tecnologico ma ancorato all’essenza dello spionaggio umano. E affida alla nuova “C”, Blaise Metreweli, il compito di guidare il servizio nell’era della competizione tra potenze e della rivoluzione tecnologica
Londra cerca spie nel dark web. Ecco Silent Courier
Londra lancia Silent Courier, un canale nascosto per reclutare nuove fonti in Russia, Cina, Iran e Corea del Nord tramite il dark web. Per i Servizi di Sua Maestà è la prosecuzione, con altri mezzi, di un mestiere antico: restare un passo avanti al nemico, controllandolo da vicino per tenerlo lontano
La colonizzazione della mente contro l’egemonia culturale Usa. Ecco la guerra cognitiva cinese
Al Forum di Kunming dedicato ai think tank del Global South, lo Xinhua Institute ha denunciato la colonizzazione cognitiva condotta dagli Stati Uniti, proponendo Pechino come alternativa globale
Guerra ibrida, teste di maiale e schema pedine usa e getta. Ombre russe su Parigi
Nove teste di maiale abbandonate davanti a moschee nei sobborghi di Parigi. La procura francese punta la pista straniera: due uomini su un’auto con targhe serbe, poi la fuga oltre confine. La guerra ibrida passa anche da qui, piccoli incarichi affidati a pedine occasionali per esasperare resilienza sociale europea
Come resistere a minacce ibride e disinformazione. Varsavia lancia la sua Guida alla sicurezza
La Polonia alza il livello di sensibilizzazione civile. Varsavia ha diffuso una “Guida alla sicurezza” destinata a tutte le famiglie del Paese, un manuale operativo che fonde difesa nazionale, protezione civile, resistenza digitale e alfabetizzazione informativa
La vera guerra si combatte nel dominio cognitivo. Il Rusi avverte Londra
Il Royal United Services Institute (Rusi) propone la creazione di una Agenzia nazionale contro la disinformazione, sul modello del National Cyber Security Centre. L’obiettivo? Garantire la resilienza cognitiva del Regno Unito
Mosca mette al bando il Baccalaureato Internazionale e va a scuola a Pechino
Il Cremlino dichiara indesiderabile il Baccalaureato Internazionale, accusato di plasmare i giovani su modelli occidentali. Una stretta che taglia i ponti con le università globali e spinge Mosca verso l’autarchia educativa, rafforzando l’asse accademico con Pechino
In Germania è caccia agli agenti usa e getta. Le istruzioni dell'intelligence
I servizi tedeschi avvertono i cittadini: Mosca recluta online manodopera anonima per sabotaggio e spionaggio a basso costo. Pene severe, focus su infrastrutture critiche e coinvolgimento diretto della società civile. Così Berlino alza il velo sulla guerra ibrida
















