Perché è irragionevole opporsi al Ttip. Parla Paolo De Castro

Perché è irragionevole opporsi al Ttip. Parla Paolo De Castro

“Non sarà siglato alcun accordo che possa risultare negativo per l’Europa e per l’Italia. Ecco perché credo sia irragionevole e controproducente opporsi a prescindere senza voler neanche vedere quali saranno i risultati che si potranno ottenere”. Paolo De Castro, già ministro dell’Agricoltura e presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, smonta gli allarmismi che coprono talvolta il trattato in fieri Ttip fra Usa ed Europa.

NUMERI E POTENZIALITA’

Non solo, a differenza di altri politici ed europarlamentari che assecondano sovente anti americanismi e vari anti capitalismi, rimarca le potenzialità dell’accordo in via di definizione per le economie dell’Europa e dunque per l’Italia: “Consideriamo che, tra Usa e Ue stiamo parlando di 1/3 del valore dell’intero commercio mondiale e che nel 2015 l’Europa ha importato dagli Stati Uniti, solo in campo agroalimentare, 13,4 miliardi di euro di prodotti, esportando per 19,3 miliardi”. Che vuoe dire? Risponde De Castro: “Che non si può non pensare alle opportunità che si potrebbero sfruttare eliminando le barriere tariffarie e non, che al momento limitano il nostro export. Senza parlare delle opportunità in termini di contrasto all’Italian sounding che un accordo potrebbe portare”.

LE TAPPE E LE POLEMICHE DI GREENPEACE 

Il 13esimo round negoziale per un trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America si è concluso il 29 aprile a New York senza avanzamenti sostanziali sui dossier agricoli, sottolinea l’ex ministro: Le rispettive posizioni sono ancora nettamente distanti su punti che, soprattutto nel nostro interesse, rimangono cruciali”. A spaventare una parte dell’opinione pubblica sono arrivati anche i documenti sui negoziati che sono stati svelati da Greenpeace. De Castro, da presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, smorza e contestualizza allarmi e documenti: “I documenti ‘svelati’ da Greenpeace nei giorni scorsi, non hanno fatto altro che confermare e porre in risalto le differenti posizioni delle parti coinvolte, confermando la presenza di argomenti in cui la lontananza tra le sponde dell’Atlantico è ancora sostanziale”. Secondo l’ex ministro, “considerando che al momento la bilancia commerciale fra UE e USA riporta un saldo attivo per l’Europa, non possiamo meravigliarci della rigida posizione che gli americani stanno mantenendo”. Inoltre, secondo De Castro, “il tipo di documento diffuso da Greenpeace viene definito, nei processi negoziali “testo consolidato”, che non costituisce affatto una bozza dell’accordo, ma un testo in cui le posizioni delle parti vengono giustapposte, tra parentesi quadre, ed è finalizzato a mostrare lo stato dei lavori”.

GIUDIZI E PREGIUDIZI 

Ma è errata anche il giudizio secondo cui le procedure del trattato sono opache. Dice De Castro: “L’anno scorso la Commissione europea ha reso possibile la consultazione dei documenti presentati alla controparte in sede negoziale e degli esiti di ogni round di colloqui, attraverso relazioni e report sull’avanzamento dei lavori. La commissione può concretizzare questo esercizio di trasparenza in merito alle sue posizioni, ma non si può pretendere che possa farlo per la posizione degli Stati Uniti, se questi non vogliono”. Continua l’ex ministro: “I testi consolidati non sono quindi sinonimo di risultati, ma rispecchiano le diverse posizioni negoziali. Come dichiarato inoltre dalla Commissaria europea Cecilia Malmström, laddove vi fossero settori o temi sui quali non sarà possibile trovare un punto di vista condiviso, non si adotteranno vie di mezzo, né si assisterà al cedimento di una delle parti: detti settori o temi verranno esclusi dalle trattative”.

IL CALENDARIO E LE RASSICURAZIONI 

Come ribadito più volte, inoltre, il testo finale negoziato non troverà attuazione nel momento esatto in cui verrà siglato ma dovrà essere approvato dal Parlamento europeo che ha potere di veto, sottolinea l’eurodeputato Pd: Ove detto passaggio avesse esito positivo, successivamente dovrà essere ratificato dai Parlamenti nazionali, previo giudizio del Consiglio Ue”. Tutti questi passaggi costituiscono misure di tutela: “Quindi non sarà siglato alcun accordo che possa risultare negativo per l’Europa e per l’Italia. Ecco perché credo sia irragionevole e controproducente opporsi a prescindere senza voler neanche vedere quali saranno i risultati che si potranno ottenere”. Conclusione: “Saremo quindi attenti e vigili, ma collaborativi e, come abbiamo detto fin dal principio, non ostili al negoziato per partito preso”.

ultima modifica: 2016-05-09T08:11:31+00:00 da Bruno Guarini

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1 Commento su “Perché è irragionevole opporsi al Ttip. Parla Paolo De Castro

  1. 1. Joseph Stiglitz sostiene che l’accordo comporterà una riduzione delle garanzie e una mancanza di tutela dei diritti dei consumatori.

    2. aumenterà il potere delle multinazionali e renderà più difficile ai governi il controllo dei mercati per massimizzare il benessere collettivo

    3. Uno studio della Tufts University del Massachusetts mette addirittura in discussione gli impatti positivi del trattato, evidenziando l’effetto di disarticolazione del mercato interno europeo, di depressione della domanda interna e della conseguente diminuzione del PIL europeo

    4. il mondo del farmaco e dell’alimentare, essendo essi già da tempo oggetto di ampi e diffusi fenomeni di disease mongering, che potrebbero aumentare con la deregolamentazione che il TTIP produrrà

    5. Secondo la stessa Commissione Europea tra i contenuti del trattato di partnership commerciale ci sarà l’introduzione di un arbitrato internazionale (denominato ISDS-Investor-state dispute settlement) che permetterà alle imprese di intentare cause per «perdita di profitto» contro i governi dei paesi europei

    6. Una critica metodologica al negoziato è la supposta mancanza di trasparenza: i vari stadi di avanzamento dell’accordo non sono resi pubblici e sono difficilmente accessibili agli stessi europarlamentari che dovranno approvarlo

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