Ecco cosa farà davvero il nuovo dicastero per i laici, la famiglia e la vita voluto da Papa Francesco

Ecco cosa farà davvero il nuovo dicastero per i laici, la famiglia e la vita voluto da Papa Francesco
Il punto di Antonino D'Anna

Una struttura per le famiglie, anche quelle in difficoltà e che hanno bisogno di essere accompagnate dalla Chiesa cattolica. Ecco il senso del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita che è stato costituito il giorno di Ferragosto da Papa Francesco col motu proprio Sedula Mater.

Nel documento pontificio, il Papa osserva che: “Il Nostro pensiero (il documento è stato steso in latino, lingua ufficiale della Chiesa, e tradotto in italiano: ecco perché il Papa si esprime usando il Noi pontificale e non l'”io” a cui siamo abituati da anni, N.d.R.) si rivolge ai laici, alla famiglia e alla vita, a cui desideriamo offrire sostegno e aiuto, perché siano testimonianza attiva del Vangelo nel nostro tempo e espressione della bontà del Redentore”. Quindi Jorge Mario Bergoglio dispone la nascita del nuovo Dicastero per accorpamento di due strutture che fino ad oggi hanno operato in parallelo: “Pertanto, dopo avere accuratamente valutato ogni cosa, con la Nostra autorità Apostolica istituiamo il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che sarà disciplinato da speciali Statuti. Competenze e funzioni finora appartenuti al Pontificio Consiglio per i Laici e al Pontificio Consiglio per la Famiglia, saranno trasferiti a questo Dicastero dal prossimo 1° settembre, con definitiva cessazione dei suddetti Pontifici Consigli”.

IL PAPA ACCORPA E SOPPRIME: PAGLIA PROMOSSO E TRASFERITO

Terminano così di operare il Pontificio Consiglio per i Laici, nato nel 1967 per volontà di Paolo VI (oggi Beato) e presieduto dal 2003 dal cardinale Stanisalw Rylko; e quello per la Famiglia, istituito da Giovanni Paolo II nel 1981 e presieduto dal 2012 da monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo di Terni-Narni-Amelia e uomo vicino alla Comunità di Sant’Egidio, che adesso viene promosso e trasferito alla guida della Pontificia Accademia per la Vita. La guida del nuovo Dicastero, che non è una Congregazione della Curia Romana (quelle per ora restano tali, anche se Francesco ha una certa allergia nei confronti delle denominazioni giuridiche) ma come una Congregazione sarà gestito da un Prefetto, passa a monsignor Kevin Farrell, attuale arcivescovo di Dallas e membro dei Legionari di Cristo (di cui parleremo domani). Anche se, ripetiamo, con Francesco gli avanzamenti di carriera non sono così automatici com’erano prima (ne sa qualcosa ad esempio il Patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia, che da anni attende la promozione al cardinalato essendo quella di Venezia sede cardinalizia), i Prefetti della Curia romana prima o poi devono ricevere la promozione alla porpora cardinalizia. Bergoglio non fa molte distinzioni in merito, ma – come si vede – Farrell è dunque in una posizione nella quale, in linea di principio, potrebbe diventare un giorno Principe della Chiesa (bisognerà però a suo tempo chiarire il “peso” dei Dicasteri nella Curia Romana, se sia pari o no a quello delle Congregazioni).

Questioni giuridiche, si dirà. Non del tutto: i posti comportano prerogative e titoli, dal momento che – peraltro – i cardinali sono gli elettori del Papa in Conclave. Mentre però queste questioni dovranno essere risolte dai giuristi del Papa, ecco che con il Dicastero creato appositamente per i Laici inizia a intravvedersi un po’ dello stile e della filosofia della riforma curiale targati Francesco: accorpamenti e semplificazioni con la nascita di queste strutture, i dicasteri, nuovi dal punto di vista del diritto e dell’organico curiale. I tempi tecnici per un lavoro più profondo e complesso potrebbero non esserci. Ma è un tentativo, come spiega il Pontefice nel motu proprio Sedula Mater, di adeguare costantemente le strutture della Curia al mondo moderno. E’ appena il caso di ricordare che l’ultima riforma della Curia, un lavoro complesso e approfondito, è del 1988 ed è targata Giovanni Paolo II.

CHE COSA FARÀ IL NUOVO DICASTERO

Vediamo ora quali saranno i compiti del Dicastero, in virtù dello Statuto approvato ad experimentum (ed è quindi suscettibile di ulteriori modifiche e integrazioni) il 4 giugno scorso e che, come deciso da Bergoglio, entrerà in vigore il 1° settembre insieme col Dicastero. Innanzitutto, il suo compito generale (art. 1) è avere competenza: “in quelle materie che sono di pertinenza della Sede Apostolica per la promozione della vita e dell’apostolato dei fedeli laici, per la cura pastorale della famiglia e della sua missione, secondo il disegno di Dio e per la tutela e il sostegno della vita umana”. Diviso in tre sezioni (Laici, Famiglia, Vita), vede l’ingresso (art. 2) di un Prefetto alla guida ma, e questa è una novità: “coadiuvato da un Segretario, che potrebbe essere laico, e da tre Sotto-Segretari laici, ed è dotato di un congruo numero di Officiali, chierici e laici, scelti, per quanto è possibile, dalle diverse regioni del mondo, secondo le norme vigenti della Curia Romana”. È previsto un Sottosegretario per ogni sezione. Ne fanno parte anche fedeli laici, “uomini e donne, celibi e coniugati, impegnati nei diversi campi di attività e provenienti dalle diverse parti del mondo, così che rispecchino il carattere universale della Chiesa”.

Che cosa fa? Convegni internazionali (art. 4): “e altre iniziative sia attinenti all’apostolato dei laici, all’istituzione matrimoniale e alla realtà della famiglia e della vita nell’ambito ecclesiale, sia inerenti le condizioni umane e sociali del laicato, dell’istituto familiare e della vita umana nell’ambito della società”. Tra i suoi poteri, quello di erigere “le aggregazioni dei fedeli e i movimenti laicali che hanno un carattere internazionale e ne approva o riconosce gli statuti, salva la competenza della Segreteria di Stato; tratta altresì eventuali ricorsi amministrativi relativi alle materie di competenza del Dicastero” (art. 7). Questo è un potere importante, dal momento che decide e accentra a Roma il potere di dire sì o no in merito alla n ascita di movimenti e aggregazioni cattoliche internazionali. Un peso non da poco. E si occupa (art. 8) di guardare ai: “segni dei tempi per valorizzare le opportunità in favore della famiglia, far fronte con fiducia e sapienza evangelica alle sfide che la riguardano e applicare nell’oggi della società e della storia il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”. Qui si viene incontro a quella necessità di apertura e accoglienza, ad esempio, nei confronti dei divorziati risposati. Un tema che è stato oggetto di scontro nei due Sinodi sulla Famiglia del 2014 e 2015, e che ha portato ad una discussa (e vaga) apertura nei confronti dell’Eucarestia ai divorziati risposati. Stando così le cose, il Dicastero potrebbe confrontarsi spesso ad esempio con la Congregazione per la Dottrina della Fede, dando luogo a dibattiti e scontri interessanti.

Per quanto riguarda la sezione Famiglia e quella della Vita, lo Statuto vede il rientro di Paglia come consulente del Dicastero: Intanto perché esso ha un diretto legame con il “Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia”, sia con la sede centrale che con gli istituti affiliati, per promuovere un comune indirizzo negli studi su matrimonio, famiglia e vita. E poi perché la Pontificia Accademia per la Vita è connessa con questo Dicastero, il quale si avvale della sua competenza. Anche se, come dicevamo, non è un incarico da Prefetto. Che tocca a monsignor Farrell.

ultima modifica: 2016-08-18T08:17:14+00:00 da Antonino D'Anna

 

 

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