Cosa si aspettano Intesa Sanpaolo e Unicredit da Alitalia di Etihad

Cosa si aspettano Intesa Sanpaolo e Unicredit da Alitalia di Etihad
Fatti, numeri, indiscrezioni e scenari

Intesa Sanpaolo e Unicredit tengono in vita Alitalia, ma da ora in poi vorranno contare di più nella definizione della strategia industriale della compagnia aerea controllata da Etihad oltre che nella riduzione dei costi che dovrà essere robusta. E’ questo, secondo la ricostruzione di Formiche.net, l’esito dell’accordo fra le due banche azioniste e creditrici di Alitalia. Ora la società presieduta da Luca Cordero di Montezemolo ha 60 giorni di tempo per avviare un nuovo piano industriale per cercare di dare un futuro alla compagnia, mentre si acuiscono le voci secondo cui il vicepresidente James Hogan, ceo di Etihad, voluto dai soci arabi nel cda di Alitalia, è destinato ad uscire.

L’INTESA CON LE BANCHE

L’accordo tra Alitalia e le due banche (Intesa e Unicredit) è stato siglato dopo la conversione del prestito da 216 milioni in quasi equity da parte degli arabi. L’accordo ha permesso alle banche creditrici e azioniste di sbloccare circa 100-120 milioni dei 180 milioni di linee di credito già in essere ma congelate. Generali dal canto suo ha dato disponibilità a valutare altre soluzioni legate al debito, senza promettere la conversione del bond da 300 milioni sottoscritto.

I PROSSIMI PASSI

Adesso la compagnia ha 60 giorni per avviare un negoziato con i principali stakeholder (società di leasing aereo, fornitori, società di distribuzione e sindacati), a cui chiede una radicale riduzione dei costi. “I prossimi due mesi sono cruciali per Alitalia – ha affermato l’amministratore delegato Cramer Ball – Tutti dobbiamo remare nella stessa direzione”.

IL NUOVO PIANO

Il piano industriale punta a cambiare il modello di business, con l’ulteriore sviluppo del network di lungo raggio; il ridisegno del business per il corto e medio raggio; la riduzione dei costi e l’aumento della produttività, inclusa la riduzione dell’organico. Alitalia cercherà inoltre di rinegoziare le joint venture e fare nuovi accordi commerciali. Sullo sfondo restano il nodo esuberi. Fonti sindacali ipotizzano un taglio di 1.500 posti, includendo le esternalizzazioni e il mancato rinnovo dei contratti a termine. Mentre è stata prospettata la messa a terra di 10-20 aerei di medio raggio.

I NUOVI INGRESSI NEL CDA

Oltre all’accordo delle banche, da segnalare anche l’ingresso nel consiglio di amministrazione di Alitalia di Federico Ghizzoni e Gaetano Micciché, dopo le dimissioni di Jean Pierre Mustier e Paolo Colombo, in rappresentanza delle due banche. Un altro segnale potrebbe arrivare dalle dimissioni di Cramer Ball, che qualche socio già auspica – sottolinea il Corriere della Sera.

ultima modifica: 2016-12-23T13:01:23+00:00 da Bruno Guarini

 

 

 

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