Ecco tutti i dettagli sull’attentato a Parigi firmato Isis

Ecco tutti i dettagli sull’attentato a Parigi firmato Isis

Poco prima delle 21 di giovedì 20 aprile un uomo ha aperto il fuoco contro la polizia all’altezza del civico 102-104 degli Champs-Élysées, al centro di Parigi, nei pressi del supermercato Marks & Spencer. Un agente è rimasto ucciso sul posto, altri due gravemente feriti (la Reuters, citando fonti del sindacato di polizia, aveva scritto che uno dei due poliziotti era deceduto dopo i soccorsi, ma il portavoce del ministero degli Interni ha smentito).

L’attacco è stato rivendicato dalla sedicente agenzia stampa Amaq del Califfato, che ha chiamato l’attentatore Abu Yusuf Al-Beljk – dal nom de guerre sembrerebbe un belga – definendolo un “soldato dello Stato islamico”. Il claim è diverso da quello solito visto per gli ultimi attacchi in Occidente, e anche l’indicazione del kunya dell’attentatore (raro caso) e il tempismo con cui è arrivata la rivendicazione, può far supporre a un’operazione pianificata.

L’aggressore è rimasto ucciso nel conflitto a fuoco – era stato subito indicato come elemento noto ai servizi, già individuato come “estremista”, e sembra che in questi giorni avesse espresso la volontà di uccidere agenti di polizia su Telegram. Inizialmente si era parlato di un complice in fuga, ma le autorità hanno poi smentito queste segnalazioni diffuse dai media tramite testimoni. La prefettura cittadina ha chiesto via Twitter di non recarsi in zona. Diverse pattuglie della polizia hanno subito isolato la zona, molto frequentata dai turisti e dove al momento dell’attacco tanti negozi erano ancora aperti.

Molti aspetti sono ancora da chiarire, più cebrezza sulla dinamica. Secondo la ricostruzione di Pierre Henry Brandetar, il portavoce degli Interni, l’attentatore è sceso da un’auto (una vecchia Audi A4 color argento) e ha aperto il fuoco con un AK47 contro un furgone della polizia fermo a un semaforo, colpendo almeno tre poliziotti. Altri agenti hanno risposto al fuoco e lo hanno ucciso mentre l’aggressore cercava di fuggire a piedi. In Francia le aree sensibili sono battute dalle ronde militari dell’operazione “Sentinelle”, il servizio di pattugliamento continuo deciso dopo gli attentati del 2015. Già a febbraio quattro militari di una pattuglia erano stati attaccati davanti al Louvre da un uomo armato di machete. A marzo c’era stato un altro attacco simile tentato all’aeroporto di Orly.

Le unità anti-terrorismo sono intervenute subito sul posto per rccogliere informazioni su quanto accaduto intestandosi l’indagine, una circostanza che ha fatto immediatamente pensare che un’altra delle notizie circolate, quella che parlava di una rapina a mano armata, era stata rapidamente scartata. Il portavoce del ministero degli Interni ha detto a BFM TV nei minuti appena dopo l’attacco che i poliziotti erano l’obiettivo deliberato.

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Il presidente François Hollande ha convocato una riunione di emergenza all’Eliseo: in una breve conferenza stampa ha confermato che tutte le piste portavano al terrorismo, ancora prima della rivendicazione dell’IS.

In Francia sono giorni di tensione: domenica si terrà il primo turno delle elezioni presidenziali (i candidati presidenziali si trovavano in diretta in televisione per le loro arringhe finali agli elettori negli stessi minuti dell’attacco), e l’allerta terrorismo è alta dopo che un piano preparato da due affiliati dello Stato islamico è stato sventato all’inizio di questa settimana a Marsiglia.

(Articolo aggiornato alle 00:07)

ECCO FOTO E VIDEO SULL’ATTENTATO A PARIGI

ultima modifica: 2017-04-20T21:56:32+00:00 da Emanuele Rossi

 

 

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