Il dato italiano si inserisce in una tendenza più ampia: in 25 dei 37 Paesi analizzati, la Cina gode oggi di un livello di predilezione superiore a quello degli Stati Uniti. Secondo Pew, il sorpasso è dovuto soprattutto al deterioramento dell’immagine americana, più che a una crescente fiducia nel modello cinese
Emanuele Rossi
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Così la guerra accelera la fuga del petrolio da Hormuz
Trump ha ritirato l’ipotesi di un pedaggio sul traffico navale, mantenendo il blocco contro l’Iran mentre riprendono gli attacchi. Ma la crisi sta già accelerando gli investimenti destinati a ridurre la dipendenza energetica dallo Stretto
Perché l'ombra di Hormuz pesa sul negoziato Israele-Libano. Parla Dentice
I colloqui tra Israele e Libano arrivano a Roma mentre la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran rischia di travolgere uno dei pochi canali diplomatici ancora aperti nella regione. Come osserva l’analista Giuseppe Dentice (Osmed), il rischio è che le tensioni si saldino in un’unica crisi sistemica, rendendo ancora più fragile ogni tentativo di mediazione. L’Italia prova a impedire che le crisi del Golfo e del Levante convergano in un unico fronte
Così Eni trasforma il rischio geopolitico in strategia industriale
Claudio Descalzi ripete da settimane che la vecchia architettura della sicurezza energetica globale è finita. Meno evidente, ma più importante, è che Eni si è già mossa di conseguenza: dal gas asiatico all’Lng argentino, dal litio cileno alle società satellite aperte a capitali esterni, il gruppo sta trasformando la diagnosi geopolitica del suo amministratore delegato in strategia industriale
Oltre i confini dell’Alleanza. Come l’Indo-Pacifico entra nella strategia Nato
Al vertice della Nato ad Ankara, l’Indo-Pacifico è entrato nella conversazione attraverso una serie di incontri e iniziative che mostrano quanto profondamente i due spazi strategici stanno diventando interconnessi. Non si tratta dell’espansione della Nato nel Pacifico. Si tratta di una cooperazione costruita attorno a interessi condivisi, capacità industriali e vulnerabilità comuni
Usa-Iran, la diplomazia è l’unica via d’uscita. Geranmayeh spiega perché
A tre settimane dalla firma, il Memorandum of Understanding tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere arrivato al punto di rottura. Le nuove minacce di Donald Trump, gli attacchi americani contro obiettivi iraniani e la risposta di Teheran hanno prodotto la più grave escalation militare dall’avvio del fragile cessate il fuoco di aprile. L’analisi delle ultime notizie e i commenti di Geranmayeh (Ecfr)
Trump-Iran, schermaglie e rischi politici passano dal Nato Summit
I nuovi raid americani nello Stretto di Hormuz, lanciati dal Summit Nato, mostrano quanto sia difficile chiudere il confronto con Teheran. A quattro mesi dalle MidTerm, il calo del consenso e lo scontro con gli alleati europei complicano la strategia del presidente
L’Octagon di Sisi, la nuova architettura del potere egiziano
L’inaugurazione del nuovo Strategic Command Headquarters va oltre l’apertura di un quartier generale militare. Il complesso diventa il simbolo di un progetto che intreccia sicurezza, centralizzazione del potere e ambizioni regionali in un Medio Oriente ancora attraversato da conflitti
A 250 anni dagli Usa, tocca all’Europa. Le sfide della Nato viste da Fleck
Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, Jörn Fleck, Senior Director dell’Europe Center dell’Atlantic Council, spiega perché la vera sfida dell’Alleanza non è più aumentare i bilanci della difesa, ma convertire rapidamente gli investimenti in deterrenza, capacità industriale e credibilità strategica
Né impero, né ritirata. Soliman spiega cosa deve fare l'America a 250 anni
“Il cambiamento fondamentale che stiamo vivendo è che la geografia non è più destino. Lo è la tecnologia”, spiega Mohammed Soliman a Formiche.net, a 250 dall’indipendenza degli Stati Uniti. Il futuro? “L’impronta strategica americana viene ridisegnata non da dove abbiamo basi militari, ma da dove abbiamo leva nella tecnologia e nelle catene di approvvigionamento”. Intervista il direttore della McLarty Associates, autore del libro “West Asia: American Grand Strategy in the Middle East”
















