Il Festival di Nuova Consonanza incorona Roma capitale della musica contemporanea

Il Festival di Nuova Consonanza incorona Roma capitale della musica contemporanea
L'articolo di Giuseppe Pennisi

Il ricco programma del Festival di Nuova Consonanza, giunto alla sua 54ª edizione, conferma che Roma è la capitale italiana delle musica contemporanea. Con Berlino e Parigi è una delle città europee dove si produce ed esegue più musica del ventunesimo secolo Quest’anno il festival è specialmente multiforme poiché si avvale della collaborazione con le principali accademie e istituzioni della città, e che attraverso più di venti appuntamenti, ruota intorno ai più interessanti compositori, musicisti, artisti e interpreti del nostro tempo, in un ideale rapporto di intesa con grandi opere del passato. Ad accoglierlo diversi teatri romani – Teatro Argentina, Teatro Vittoria, Teatro Palladium, Teatro Centrale Preneste –, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia e il MACRO di via Nizza rinsaldando con quest’ultimo una preziosa collaborazione avviata tre anni fa.

“Il titolo di questa edizione del festival Trasposizioni illimitate – introduce il presidente Lucio Gregoretti – se da un lato vuole essere un omaggio alle teorie di Olivier Messiaen (del quale ricorrono i 25 anni dalla morte), è anche una dichiarazione di fiducia verso l’intreccio delle diverse discipline artistiche in funzione di un risultato sonoro complesso e inatteso”.

Grande rilievo sarà dato alla realizzazione scenica di opere di teatro musicale, a partire da Combattimenti con musiche di Claudio Monteverdi, Giorgio Battistelli e quelle in prima assoluta di Claudio Ambrosini per la regia di Cesare Scarton che inaugura il festival sabato 11 novembre al Teatro Palladium. Progetto nato dalla collaborazione di più istituzioni, in occasione dei 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi, padre di ogni modernità musicale, Combattimenti muove da una delle sue pagine più note (Combattimento di Tancredi e Clorinda del 1624), primo e riuscitissimo tentativo di tradurre in musica l’affetto dell’ira guerresca, già così musicalmente reso nelle ottave del Tasso. Ad essa si associano due nuove pagine, una recente e una recentissima e nata per l’occasione: ne è ideale “continuazione” Tancredi appresso il Combattimento (2017), in cui Claudio Ambrosini, per la drammaturgia di Vincenzo De Vivo, “rilegge” le ottave seguenti del Tasso. Ne riprende invece la concitazione bellica, legandola alle sonorità della più ‘guerresca’ delle famiglie degli strumenti musicali, Orazi e Curiazi (1996) di Giorgio Battistelli, spettacolare “azione” per due percussionisti. Ne sono interpreti l’Ensemble In Canto e Tetraktis Percussioni diretti da Fabio Maestri, con le voci soliste di Sabrina Cortese, Daniele Adriani e Roberto Abbondanza.

Teatro musicale è anche l’appuntamento al Teatro Vittoria di venerdì 17 novembre (replica il 18) con De Rerum Natura che vede impegnato Roberto Herlitzka nella triplice veste di voce recitante, regista e traduttore della celebre opera di Lucrezio Caro, un ponte fra conoscenza, riflessione filosofica, pensiero scientifico e arte poetica. Spettacolo realizzato in coproduzione con Romaeuropa Festival e Istituzione Sinfonica Abruzzese, De Rerum Natura vedrà dialogare Herlitzka con la musica, tutta in prima assoluta e ispirata ai versi di Lucrezio, di quattro compositori d’oggi.

“Dans l’esprit Messiaen” è il primo omaggio al compositore francese, ideale ispiratore di questa edizione del Festival: martedì 21 novembre al MACRO i pianisti Brunella De Socio e Riccardo Fassi interpretano pagine più e meno note di Messiaen, composte in periodi diversi, su cui il duo improvviserà, stimolante occasione per una riflessione sulla musica contemporanea e sul carattere dell’improvvisazione. Sabato 25 novembre, ancora al MACRO, toccherà alle percussioni dell’Ars Ludi, formazione che ha da poco festeggiato trent’anni di carriera, proporre un programma eterogeneo, che partirà dal repertorio del ‘900 per le percussioni come Third Costruction (1941) di Cage, tra i brani più complessi che il compositore abbia scritto per questo tipo di formazione, fino ad arrivare alla musica dei nostri compositori contemporanei, fra cui si segnalano la prima assoluta della versione completa di Stick Control di Boccadoro e di Buio pesto. 4 Notturni senza luna di Galante.

Sarà il Teatro Argentina domenica 26 novembre ad accogliere Musica senza cuore (2003) azione musicale grottesca per attore e strumenti di Fabrizio de Rossi Re, su libretto di Francesca Angeli (anche regista), interpretata per l’occasione da David Riondino e un ensemble di cinque musicisti. Partendo dal celeberrimo Cuore di De Amicis, si costruisce un percorso originale e decisamente stravagante, amplificando alcuni ingredienti della storia apparentemente secondari e sorvolando e a volte reinventando gli episodi più noti del libro.

Organico di recente formazione, nato sei anni fa e di origine austriaca, lo Schallfeld Ensemble è animato da forze giovani e da una forte attenzione alla sperimentazione e alla ricerca nell’ambito del repertorio contemporaneo. Già presenti nei cartelloni di importanti manifestazioni di respiro, arrivano a Roma al Festival di Nuova Consonanza in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura giovedì 30 novembre al MACRO con il concerto dal repertorio anch’esso piuttosto giovane: “Aer” questo il titolo della serata, è anche il nome del pezzo del compositore e direttore d’orchestra austriaco Beat Furrer che apre il programma, seguito da pezzi di Troiani, Romano, Kühr, Romitelli.

Manuel Zurria al flauto, Francesco Dillon al violoncello ed Emanuele Torquati al pianoforte sono un trio che nel repertorio della musica contemporanea ha ormai raggiunto una consolidata esperienza di respiro internazionale. Al MACRO venerdì 1 dicembre presentano il concerto Dissidenti e ortodossi, un confronto fra musicisti di diversa generazione e provenienza, accomunati quasi tutti dall’esperienza dell’IRCAM di Parigi e che hanno poi preso strade diverse e originali.

Altra novità del Festival è la prima assoluta di “Non è un paese per Veggy”, opera-panettone in un atto, musica di Domenico Turi, drammaturgia e libretto di Federico Capitoni in scena al Teatro Palladium sabato 2 dicembre (replica il 3), per la regia di Ivano Capocciama, con l’ensemble Imago Sonora diretto da Andrea Ceraso e un cast di giovani e già affermate voci soliste. “Non è un paese per Veggy spara su tutti – racconta Capitoni –. Sui vegani e sui non vegani, sui radical chic, sui finti intellettuali, sui cafoni, sui conformisti, sulle dinamiche impure del mondo dello spettacolo e della cultura, sicché ogni riferimento nell’opera a fatti o persone è sì casuale, ma fino a un certo punto… Il tentativo dell’opera-panettone (pensata cioè secondo gli stilemi linguistici dei B-movie) è quello di sperimentare all’interno di una forma classica (l’opera) contenuti e linguaggi attuali e volutamente volgari, non solo per quanto concerne l’aspetto verbale, ma anche riguardo alla drammaturgia musicale. Alle forme classiche della lirica – l’aria, il duetto, la cavatina, il lamento e il coro finale – si intrecciano quelle della cultura moderna più prosaica e di consumo: il jingle, il rap, la canzone sanremese”.

Altro ensemble molto apprezzato ormai da anni nel panorama della musica contemporanea è quello di Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro che lunedì 4 dicembre al Teatro Argentina interpreta nel concerto Meditazioni impure opere importanti e ormai ‘storiche’ di autori americani (Glass e Reich) e compositori francesi (Mantovani, Grisey) cui si aggiunge quella del compositore portoricano Armando Bayolo.

Mercoledì 6 dicembre al MACRO Sax obsession è il concerto che conclude la masterclass sull’interpretazione del sassofono contemporaneo tenuta da Claude Delangle al Conservatorio di Musica di Latina e che vedrà alternarsi lo stesso Delangle al quartetto di sax Apeiron e un ensemble di sax e percussioni diretto da Benedetto Montebello.

Sabato 9 dicembre è ancora il MACRO ad accogliere il Portrait Michele dall’Ongaro, con un incontro a cura di Sandro Cappelletto e a seguire il concerto dedicato ai sessant’anni del compositore romano, attuale presidente-sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presidente di Nuova Consonanza dal ’96 al ‘99. Le sue musiche si alterneranno con quelle di Aldo Clementi con cui dall’Ongaro ha studiato perfezionandosi in composizione, di Francesco Pennisi e Luciano Berio con cui il musicista ha lungamente collaborato, legandosi a profonda amicizia. A eseguirle l’Ex Novo Ensemble formazione con alle spalle quasi quarant’anni di percorso artistico, realtà di riferimento nel panorama internazionale della musica nuova, cui dall’Ongaro ha dedicato alcuni suoi lavori.

È una giovanissima formazione quella del Duo Ardorè, che si sta affermando a livello internazionale per l’interpretazione della musica d’oggi: Rebecca Raimondi al violino e Alessandro Viale al pianoforte eseguiranno al MACRO martedì 12 dicembre cinque brevi brani in prima assoluta dedicati a Olivier Messiaen composti da alcuni musicisti della nuova generazione: sono Francesco Fournier Facio, Omer Barash, Caterina di Cecca, Giorgio Astrei, Eliza Brown. A questi si alternerà la musica dello stesso Messiaen (Thème et variations per violino e pianoforte, 1932) e pezzi di Baggiani, Evangelisti e Capurso; chiude il programma Dialogo nascosto (2017) di Paolo Marchettini.

A conclusione del workshop di composizione De musica ovvero la fabbrica della creatività che come ogni anno Nuova Consonanza organizza durante il Festival e che quest’anno è stato affidato al compositore tedesco Detlev Glanert, tra i nomi più noti della scena contemporanea, il concerto al MACRO di mercoledì 13 dicembre affiancherà brani del musicista amburghese, alcuni in prima italiana, a quelli del suo maestro Hans Werner Henze; ne saranno interpreti Alessandro Viale al pianoforte insieme al Quartetto d’archi Sincronie.

Spazio anche ai bambini e al modo più originale di avvicinare i più piccoli alla musica contemporanea: martedì 19 dicembre (ore 11) al Teatro Centrale Preneste va in scena “La scuola in musica: chi rapì la topina Costanza?” per due voci, burattini, flauto, tastiera e percussioni di Roberta Vacca su testo di Paola Campanini, anche regista insieme a Stefano Moretti. Una giocosa interpretazione del Ratto dal serraglio di Mozart, facendo alternare sulla scena burattini, grandi pupazzi e attori in maschera.

La chiusura del Festival sarà con la finale della XIX edizione del Concorso internazionale di composizione Franco Evangelisti mercoledì 20 dicembre al MACRO; a eseguirla l’Ensemble Suono Giallo. Per Nuova Consonanza che l’organizza un monitoraggio costante dei nuovi talenti, con l’obiettivo della diffusione di quanto di più stimolante e innovativo si produce nel panorama italiano ed estero nel settore della musica contemporanea.

ultima modifica: 2017-11-06T16:29:46+00:00 da Giuseppe Pennisi

 

 

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