Che cosa farà +Europa di Bonino e Della Vedova con il Pd di Renzi?

Che cosa farà +Europa di Bonino e Della Vedova con il Pd di Renzi?

Da soli oppure insieme con il Pd, in quella coalizione larga immaginata da Matteo Renzi che comprenderà pure i centristi di Angelino Alfano e la sinistra di Giuliano Pisapia. Passa necessariamente da questo bivio il futuro politico di “+Europa” – la nuova formazione politica di Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto della Vedova - il cui simbolo è stato presentato ufficialmente oggi.

Un movimento nato dalla convergenza tra Radicali Italiani e Forza Europa che fa, ovviamente, dell’europeismo militante il suo più autentico marchio di fabbrica. “Più Europa vuol dire più pace, più sicurezza, più diritti, più crescita, più efficienza, più cultura, più libertà“, ha commentato Bonino che di questa esperienza sarà la front runner. “Noi siamo a favore dell’Unione anche quando la Commissione chiede di ridurre la spesa pubblica: la dobbiamo ridurre non per fare un piacere a Bruxelles ma perché ne va del benessere delle giovani generazioni“, le ha fatto eco il segretario dei Radicali, Magi. “Le prossime elezioni si giocheranno tra chi è per l’apertura e chi per la chiusura, tra chi è pro e chi è contro l’Europa, la quale, a nostro avviso, rappresenta l’unica garanzia per un futuro migliore“, ha chiosato Della Vedova.

Trovata la ragione sociale, però, il neonato movimento europeista dovrà pure trovare la quadra politica, per evitare che il suo tentativo si risolva in una corsa di mera testimonianza. Il futuro, insomma, passa dalle alleanze o dagli apparentamenti, come li hanno definiti in più di un’occasione Bonino, Magi e Della Vedova. Perché andare da soli – e quindi senza essere coalizzati con altre forze politiche – vorrebbe dire ridurre, o eliminare del tutto, la possibilità di giocare un ruolo da protagonisti nel prossimo Parlamento. Andare o non andare con il Pd, è questo il dilemma che dovrà sciogliere nelle prossime settimane “+Europa”.

Una domanda a cui sembrano arrivare risposte differenti a seconda delle diverse componenti considerate. Molto più possibilista in questo senso appare l’ala di Forza Europa di cui – oltre a Della Vedova – fanno parte, tra gli altri, anche il deputato Andrea Mazziotti di Celso e Piercamillo Falasca, direttore editoriale di Strade. Assai meno, invece, quella dei Radicali Italiani da cui anche oggi non sono arrivati rilevanti segnali di apertura nei confronti del Partito Democratico. Anzi tutt’altro, come confermano le parole pronunciate da Magi: “Se le attuali condizioni politiche saranno confermate, non potremo che essere autonomi. In questo momento non c’è alcuna possibilità di apparentamento“.

Dichiarazioni dure ma anche un po’ tattiche, secondo alcuni, per alzare la posta in gioco e convincere Renzi a sedersi seriamente al tavolo delle trattative. D’altronde è sembrato dirlo lo stesso Magi quando ha ricordato che l’incontro con il segretario del Pd della scorsa settimana è stato il primo degli ultimi tre anni e che, per ora, non ne sono stati programmati di nuovi. “Il dialogo con Renzi si è fermato là, a quell’ultimo incontro“, ha sottolineato in conferenza Bonino che poi aggiunto: “La legge elettorale non prevede né un programma comune né un premier comune“. Come a dire che l’apparentamento si potrebbe comunque ancora fare, nonostante le differenze esistenti tra “+Europa” e le altre formazioni che andranno a comporre la coalizione di centrosinistra. Un approdo ancora possibile secondo Mazziotti di Celso: “Abbiamo ed ho idee diverse dal Pd su molte questioni – ad esempio in tema di economia, pensioni o lavoro – ma ci riconosciamo pur sempre negli stessi valori di fondo“. A partire, ovviamente, dall’Europa, su cui le posizioni espresse da buona parte del centrodestra – Lega e Fratelli d’Italia su tutti – sono invece di critica severa, per non dire di aperta contestazione. In questo caso sì, è da escludere aprioristicamente qualsiasi tipo di intesa, pure solo di carattere elettorale.

Ed è anche per questo che oggi nel corso della conferenza stampa Della Vedova ha stigmatizzato, seppur con parole non troppo dure, una parte degli ex Scelta Civica, che stando ai rumors sarebbe in procinto di entrare in coalizione con il centrodestra: “E’ difficile da credere che il partito che ha ereditato giuridicamente l’esperienza di Mario Monti faccia scelte non europeiste“. Il riferimento è all’ex viceministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Zanetti che, secondo le ultime voci, potrebbe annunciare domani – nel corso della direzione nazionale di Scelta Civica che inizierà alle 15 – il prossimo apparentamento con il centrodestra.

Nel frattempo, in attesa di sciogliere il nodo coalizioni, “+Europa” – che ha anche lanciato il suo nuovo sito web piueuropa.eu - si concentrerà sulla questione delle 50.000 firme da raccogliere per potersi presentare alle prossime elezioni. Una campagna che però potrà partire solo quando saranno definiti i collegi elettorali. “Per noi quella delle firme è questione dirimente, per il diritto dei cittadini alla possibilità di scelta: faremo di tutto per non essere impediti, vogliamo che sulla scheda prossima i cittadini se ritengono possano scegliere +Europa“, ha commentato Bonino che poi ha rincarato la dose: “Non sappiamo ancora né quando si vota né come sono fatti i collegi: il tempo a disposizione sarà brevissimo, anche perché le firme andranno raccolte in inverno, praticamente sotto le feste. Insomma, il sistema è altamente preclusivo“.

Escluso, infine, che alla lista europeista possa unirsi anche Pisapia, come avevano ipotizzato alcuni cronisti nelle scorse settimane. “Non c’è nessun ragionamento di questo tipo“, ha liquidato la questione la leader radicale.

ultima modifica: 2017-11-23T15:27:42+00:00 da Andrea Picardi

 

 

 

 

 

 

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