Ecco come BXVI smentisce i conservatori che lo contrappongono a Francesco

Ecco come BXVI smentisce i conservatori che lo contrappongono a Francesco
Le parole di Joseph Ratzinger lette da monsignor Viganò in occasione della presentazione della collana di testi intitolata "La Teologia di Papa Francesco" edita dalla Libreria Editrice Vaticana

Una vera e propria pietra tombale verso le critiche al pontificato di Papa Francesco, ovvero quelle recriminazioni espresse da frange del cattolicesimo più conservatore che, sostenendo di identificarsi unicamente nel magistero di Benedetto XVI, vorrebbe troncarne la continuità con la predicazione di Bergoglio. Messa nero su bianco proprio dallo stesso Joseph Ratzinger, e letta dal Prefetto della Segreteria per la Comunicazione in occasione della presentazione di una collana di testi dedicati all’attuale pontefice, edita dalla Libreria Editrice Vaticana e intitolata “La Teologia di Papa Francesco”.

IL MESSAGGIO DI JOSEPH RATZINGER

“Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi”, scrive senza andarci affatto leggero il pontefice emerito, nella sua lettera personale resa pubblica da monsignor Dario Edoardo Viganò all’inizio della tavola rotonda, nella sala Marconi di Palazzo Pio. Ma con parole che esprimono concetti tanto sintetici quanto netti, duri e taglienti.

IL RIMPROVERO NETTO AI CRITICI DI BERGOGLIO

Puntando il dito stavolta in maniera evidente e cristallina, quasi a indicare la spossatezza per il clima di tensione e di scompostezza talvolta creato attorno alle due figure cardine della Chiesa Cattolica, che determinati ambienti continuano a rilanciare con insistenza. Portando certamente, a loro volta, la voce di osservanti devoti e allo stesso tempo scontenti per via di determinati aspetti dell’attuale pontificato. Ma altresì contribuendo a creare un clima di malcontento che si riversa poi nello stesso messaggio della Chiesa cattolica ai propri fedeli e al mondo. Vale a dire: portare il Vangelo di Gesù e di offrire alla società la predicazione della Dottrina sociale della Chiesa.

LA LETTURA DEI DUE PONTIFICATI

In questo modo Benedetto XVI ha marcato il “segno che attesta l’invito a leggere in profondità i due pontificati dentro una linea di unità interiore, ma ognuno chiaramente con il proprio stile e temperamento”, ha poi sottolineato Viganò, dopo aver letto il testo. Aggiungendo che basta guardare, per avere un altro esempio, al fatto che “Pio XII non aveva lo stile di Giovanni XXIII, eppure sono stati due pontefici grandi nei loro momenti storici”.

L’ENCOMIO A PAPA FRANCESCO

Ma Ratzinger non si è fermato a questo inciso. Al contrario ha proseguito, stavolta però esprimendo paole di encomio per Bergoglio, come aveva senza dubbio fatto altre volte in passato e in maniera esplicita. “I piccoli volumi mostrano a ragione che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica, e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di comportamento”, ha così aggiunto il papa emerito nel suo messaggio. Ringraziando infine per aver ricevuto in dono gli undici libri che compongono la collana, per i quali il responsabile editoriale della Lev, Giulio Cesareo, ha spiegato essere in corso un lavoro di trattative per tradurle con editori di tutto il mondo, in inglese, spagnolo, francese, portoghese, polacco e rumeno.

LA COLLANA EDITORIALE

“Non una ricerca accademica, ma la volontà di rendere visibile il tesoro ecclesiale nascosto dietro i gesti e le parole di Papa Francesco”, ha infatti chiosato fra Giulio Cesareo. Una collana cioè “per comprendere le radici teologiche”, nella “novità e nella continuità”, di Papa Francesco, si è poi detto all’inizio dell’incontro. Che descrive un pontefice, Francesco, con uno stile “non accademico ma pastorale”, e con “un’immediatezza comunicativa mai banale, ma che spesso viene banalizzata”. Ed è anche per questo che “ci incoraggia e ci provoca”. Seppure lo stesso Benedetto XVI nella missiva ha precisato che, nonostante le richieste che gli sono state avanzate in occasione dell’evento, “non mi sento di scrivere una breve pagina teologica perché in tutta la mia vita mi sono sempre espresso soltanto su libri che avevo veramente letto, cosa che anche solo per ragioni fisiche non sono in grado di fare”. L’impressione però è che le poche parole, inviate come gentile saluto, pesino tuttavia più di molte raffinate e dotte disquisizioni teologiche.

ultima modifica: 2018-03-13T08:06:19+00:00 da Francesco Gnagni

 

 

 

 

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