Il video di “Vietato morire” di Ermal Meta, terzo classificato a Sanremo 2017

Ermal Meta è salito sul podio di Sanremo e ha conquistato il terzo posto con il brano “Vietato morire”. Il brano è autobiografico. In una recente intervista, il giovane cantautore ha dichiarato la sua dedica alla madre, “la donna che gli ha insegnato a disobbedire”, fonte di ispirazione per il brano.

Dopo aver vinto la terza serata sanremese dedicata alle cover, dove ha emozionato tutti cantando il successo di Domenico Modugno del 1971 “Amara terra mia”, Meta era uno dei favoriti per la vittoria finale del Festival ma, per poco, non ce l’ha fatta. Esattamente un anno fa il giovane cantautore albanese era arrivato in finale nella categoria “Nuove Proposte” insieme al vincitore Francesco Gabbani.

Ermal Meta è nato in Albania e, all’età di 13 anni, si è trasferito a Bari con la sua famiglia. Ha iniziato la sua carriera musicale con il gruppo Ameba 4, il suo debutto al Festival di Saremo è arrivato nel 2006 dove gareggiava nella sezione “Giovani”. Qualche anno più tardi, ha fondato un nuovo gruppo, la Fame di Camilla, ed è ritornato a Sanremo sempre nella categoria “giovani”. Meta è, inoltre, un apprezzato compositore e ha collaborato con importanti artisti come Patti Pravo (Non mi interessa), Emma (Arriverà l’amore), Chiara (Straordinario), Lorenzo Fragola (Resta dove sei).

Nel 2016 ha gareggiato da solo a Sanremo nella sezione giovanile, che ha cambiato il nome in “nuove proposte”, e, sempre in quell’anno, ha composto le canzoni della popolare serie tv “Braccialetti rossi”.

Nonostante abbia mancato, davvero per poco, la vittoria, Ermal Meta si è aggiudicato il premio della critica “Mia Martini“.

Ecco il testo di “Vietato morire”

Ricordo quegli occhi pieni di vita
E il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia
Ricordo la notte con poche luci
Ma almeno là fuori non c’erano i lupi
Ricordo il primo giorno di scuola
29 bambini e la maestra Margherita
Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l’amore
Hai smesso di sognare per farmi sognare
Le tue parole sono adesso una canzone

Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L’uomo che tu diventerai

ultima modifica: 2017-02-13T13:12:36+00:00 da Redazione

 

 

 

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