WannaCry, chi si cela dietro gli ultimi cyber attacchi. Parla Dambruoso

WannaCry, chi si cela dietro gli ultimi cyber attacchi. Parla Dambruoso
Il "Senno di Po", l'audio-rubrica di Ruggero Po per Formiche.net, con il commento di Stefano Dambruoso, magistrato anti terrorismo, questore della Camera, iscritto al gruppo parlamentare Civici e Innovatori

Che grado di pericolo attribuire a WannaCry, il virus informatico che ha infettato oltre 200mila computer in tutto il mondo, e chi si cela dietro questo attacco? E, soprattutto, come è possibile che abbiano colto a sorpresa una novantina di Stati?

“È la prima conferma che questi attacchi sono praticabili. È confortabile dall’altro lato riscontrare che esistono anche possibili difese che possono essere sviluppate da un ragazzo di 22 anni”, ha detto ai microfoni di Ruggero Po Stefano Dambruoso, magistrato anti terrorismo, questore della Camera, iscritto al gruppo parlamentare Civici e Innovatori

C’entra la Corea Del Nord? “Mi sembra venga richiamata troppo spesso come autrice dei più alti rischi per la sicurezza internazionale. Ritengo che dietro questo tipo di attentati non si nasconda una grande macchina né governativa né terroristica. Credo che anche alla luce dei fatti di ieri si svilupperanno immediatamente delle misure di protezione e sicurezza”.

Ecco l’intervista completa a Dambruoso

 

 

ECCO LE ULTIME PUNTATE DEL SENNO DI PO:

ASSEGNI ALLE DIVORZIATE, COSA CAMBIA CON LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

La Cassazione ha stabilito nuovi parametri in materia di assegno di divorzio: conta il criterio dell’indipendenza o autosufficienza economica, non il tenore di vita goduto nel corso delle nozze per assegnare l’assegno divorzile al coniuge che lo richiede. Il matrimonio cessa così di essere “sistemazione definitiva”: sposarsi, scrive la Corte, è un “atto di libertà e autoresponsabilità”.

Che cosa cambia davvero per i divorziati? A rispondere a questa e ad altre domande, è Cesare Rimini, avvocato, giornalista e scrittore italiano, specializzato in cause matrimoniali, intervistato da Ruggero Po per Formiche.net nell’audio-rubrica “Il Senno di Po”.

LUIGI DI MAIO, MATTEO RENZI E LA LINGUA INGLESE

“Politici, e non solo, esistono gli interpreti. E risultate attraenti, forse di più, se parlate italiano”. È questo il consiglio di Ruggero Po all’indomani della visita di Luigi Di Maio, vice presidente della Camera, ad Harvard, dove il grillino in completo scuro e cravatta, ha letto il discorso in inglese, ripercorrendo in breve la storia del Movimento 5 Stelle.

“Sarebbe preferibile che almeno nelle sedi internazionali che contano, i Renzi, i Pittella, e adesso anche i Di Maio ad Harvard parlassero e ascoltassero la nostra lingua”, dice Po nella sua audio-rubrica, il Senno di Po, per Formiche.net. Ecco il commento completo di Ruggero Po.

ultima modifica: 2017-05-16T16:59:47+00:00 da Ruggero Po
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