Vaccinazione obbligatoria, ecco come sta cambiando il decreto

Vaccinazione obbligatoria, ecco come sta cambiando il decreto

Prosegue l’opera parlamentare di “ammorbidimento” del decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori, seppur, appena arrivato in Senato, il provvedimento sia stato subito stoppato. Giovedì scorso era prevista la conclusione dell’analisi da parte dell’assemblea ma è mancato il numero legale e il presidente Piero Grasso ha rimandato la discussione a martedì 18 luglio. Non prima, comunque, che il Senato approvasse una serie di emendamenti, che consolidano le modifiche già apportate in sede di Commissione sanità. Si smorza così il provvedimento emesso dal Governo, che inizialmente prevedeva una stretta considerevole: l’obbligatorietà di 12 vaccinazioni per poter iscrivere i figli a scuole e la perdita della patria potestà per i genitori che rifiutavano di mettersi in regola.

SALTA LA REVOCE DELLA PATRIA POTESTA’
Il Senato ha depennato il comma 5 dell’articolo 1 del decreto, quello che prevedeva la segnalazione al Tribunale dei minorenni da parte dell’Asl delle famiglia inadempienti. Lo ha fatto anche a seguito delle numerose proteste giunte verso un provvedimento giudicato eccessivo e, secondo alcuni, lesivo dell’articolo 32 della Costituzione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Negli scorsi giorni, i “no-vax” avevano manifestato anche di fronte a Palazzo Madama.

SFORBICIATE LE SANZIONI
Il tetto massimo delle sanzioni, per gli inadempienti, è stato abbassato a 500 euro, che nel decreto Lorenzin era invece la soglia minima. Nel provvedimento originale la multa arrivava fino a 7500 euro.

I MINORI STRANIERI ANDRANNO VACCINATI
Il Senato ha voluto esplicitare che l’obbligo di vaccinazione è da intendersi esteso anche ai minori stranieri non accompagnati, malgrado il decreto Lorenzin non vi facesse esplicito riferimento. In realtà, già una circolare del ministero della Salute dava questa interpretazione, applicando la legge che prevede che i minori che giungono in Italia soli vengano iscritti automaticamente al Servizio sanitario nazionale.

ATTIVITA’ DI SENSIBILIZZAZIONE
Su sollecitazione di Forza Italia è stato approvato un emendamento che stabilisce come, in caso di inadempienza, i genitori vengano convocati dall’Asl per un colloquio che fornisca ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e ne solleciti il ricorso.

I PREZZI ANDRANNO NEGOZIATI
Il Senato ha precisato che i prezzi dei vaccini, a carico del Servizio sanitario nazionale, siano sottoposti a negoziazione obbligatoria con l’Agenzia italiana del farmaco. Un aspetto, quelli finanziario, non irrilevante, considerato che il servizio del bilancio del Senato, già prima che il testo arrivasse in Commissione, aveva sollevato numerosi dubbi sulle coperture finanziarie del decreto Lorenzin.

GLI EMENDAMENTI BOCCIATI
Non è passata la proposta di consentire la somministrazione dei vaccini anche in farmacia. Rimandata invece la discussione sull’estensione dell’obbligatorietà anche agli operatori sanitari e agli insegnanti. A partire da martedì si riaprirà anche il dibattito sulla proposta del Movimento 5 Stelle che prevede l’introduzione di vaccini in formulazione monocomponente. Si tratta in sostanza di scorporare le varie vaccinazioni in modo da consentire a ciascun paziente di evitare quelle superflue. Invece oggi si procede con un’unica somministrazione, cosiddetta tetravalente, per morbillo, rosolia, parotite e varicella. Poiché la legge consente l’esonero in casi particolari (documentati dal medico), l’emendamento consentirebbe di non sollecitare troppo alcuni pazienti con terapie superflue.

LE MODIFICHE DELLA COMMISSIONE
Già nelle scorse settimane la Commissione sanità aveva messo mano al decreto introducendo alcune modifiche. Il numero dei vaccini obbligatori era calato da 12 a 10. Se tutto restasse così com’è, l’obbligo comprenderebbe polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, haemophilus influenzae tipo B, morbillo, rosolia, parotite, varicella. La Commissione ha derubricato a “consigliati” l’antimeningococco B e C,
aggiungendo a quest’ultimo elenco pneumococco e rotavirus.

IL VENETO FA RICORSO
Nel frattempo, come ci si aspettava, la Regione Veneto ha fatto ricorso alla Consulta contro il decreto. Il Governatore Luca Zaia, della Lega, ha precisato di non contestare la validità dei programmi di vaccinazione, ma “l’intervento statale che impone un obbligo di ben 12 vaccinazioni (in realtà 10, ndr), una coercizione attuata per di più con decreto d’urgenza, che renderebbe l’Italia il paese con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie in Europa”. Zaia propone invece il modello veneto, che ha raggiunto “elevati livelli di copertura” grazie a promozione, “consenso informato e adesione consapevole”.

TEMPI STRETTI PER IL DIBATTITO ALLA CAMERA
In teoria, una volta esaurito il dibattito in Senato, la legge dovrebbe passare al vaglio della Camera, anche se i tempi sono strettissimi: se il decreto Lorenzin non verrà convertito in legge entro il 6 agosto, decadrà. E poiché, se la Camera lo modificasse, non ci sarebbero il tempo di ritornare in Senato, c’è già un accordo con cui i deputati si sono impegnati a non modificare la legge licenziata dai senatori.

ultima modifica: 2017-07-17T11:48:56+00:00 da Lorenzo Bernardi

 

 

 

 

 

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