La storia del rapimento di Paul Getty nelle foto d’archivio di Umberto Pizzi. La gallery

Ridley Scott ci ha fatto un film, Tutti i soldi del mondo, e nei prossimi giorni uscirà in Gran Bretagna un libro, Kidnapped, che pubblica le lettere inviate durante la prigionia. La storia del rapimento di Paul Getty III, nipote del petroliere miliardario Jean Paul Getty, fondatore della compagnia statunitense Getty Oil, fu uno dei maggiori casi di cronaca nera degli anni ’70 e per questo si presta alla narrazione cinematografica e televisiva: dopo il film, infatti, uscirà prossimamente una serie televisiva, sempre ispirata ai 5 mesi di prigionia.

La cronaca racconta del rapimento di un Paul Getty III di appena sedici anni, a Roma il 10 luglio del 1972, per mano della ‘ndrangheta. La richiesta di riscatto: diciassette milioni di dollari. Sempre la cronaca, racconta che il nonno petroliere, preoccupato che la pratica dei sequestri per estorcere denaro diventasse un’abitudine, per lungo tempo decise di non trattare con i sequestratori e di non cedere alle loro richieste. La vicenda esplose quando venne recapitato, alla redazionie di un giornale, l’orecchio mozzato del ragazzo, per sollecitare il pagamento del riscatto.

È proprio della prigionia e in particolare delle lettere scritte da Paul III alla madre durante quel periodo, che tratta il libro “Kidnapped” del giornalista Charles Fox che sarà pubblicato nei prossimi giorni. “Cara mamma, da lunedì sono nelle mani dei rapitori. Ti prego, non mi mettere in pericolo. Non credere che sia un gioco che ho organizzato io. Cerca di metterti in contatto con i rapitori. Se tardi mi taglieranno un dito e te lo manderanno. Non chiamare la polizia o mi uccideranno. Ti voglio bene”, si legge in un estratto del libro pubblicato sul Corriere della Sera.

Il ragazzo fu liberato il 17 dicembre dello stesso anno, ritrovato lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, e negli anni successivi la sua vita non fu affatto facile. Dipendenza da droghe, alcool, abuso di medicinali lo portarono prima alla paralisi e poi alla morte a soli 54 anni.

Umberto Pizzi ha ripercorso la storia del giovane rampollo e del suo rapimento scavando tra le foto del suo archivio. “Era un ragazzo tormentato anche prima del rapimento, ma poi non riuscì più a riprendersi”, racconta il Maestro. Ecco, allora, le foto di Paul III con la madre Gail Harris (con la quale viveva a Roma), durante il processo che coinvolse nove persone e ancora le immagini dello stesso Getty III a Roma, all’uscita dai club della Dolce Vita come il Jackie O’.

(c) Umberto Pizzi – riproduzione riservata

ultima modifica: 2018-01-13T07:19:15+00:00 da Simona Sotgiu