La Cina ora ha deciso di ripulire anche l’etere. La Sart, l’Amministrazione che controlla i contenuti della programmazione radio e tv, promette multe, licenziamenti e proscrizioni per chi offenderà la morale oltrepassando i limiti della decenza. Ma il problema è proprio individuare quale è questo limite. Tre circolari, una dopo l’altra, per bloccare non solo spot e trasmissioni a contenuto sessuale o con linguaggio volgare ma anche immagini di costumi da bagno e intimo femminile. Tutto sarà sottoposto ad un doppio livello di censura: quello del Dipartimento pubblicità del Partito Comunista e quello dello Stato. D’altronde come meravigliarsi, il lupo perde il pelo ma non il vizio! Bisognerebbe spiegare ai cinesi che non basta bere Coca-cola ed avere un pil che raddoppia ogni anno per liberarsi da una cultura da sempre specchio fedele del totalitarismo comunista. Speriamo solo che la ricetta cinese della “buona tv” non affascini il nostro Paese come qualche anno fa accadeva con gli spring rolls!

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