Il presidente Uribe dà carta bianca per una negoziazione decisiva con le Farc. Forse libera a breve anche Ingrid Betancourt.
Forse quella lettera d´addio scritta il 24 ottobre del 2007 dalla franco-colombiana, Ingrid Betancourt, ex-candidata presidenziale, alla madre e ai due figli, non sarà l´ultimo contatto tra di loro. Forse questa è la volta buona per la sua liberazione, dopo sei anni di fallite trattative.
Dopo la notizia del peggioramento della salute di Betancourt ricevuta ieri, il governo colombiano ha annunciato ufficialmente lo scarceramento e la sospensione della pena di alcuni guerriglieri in mano della giustizia. Con la unica e irreversibile condizione che ci sia lo scambio umanitario di alcune delle 700 persone che sono sotto sequestrati da parte dalle Farc, l´organizzazione guerrigliera più antica e grande della Colombia, con più di 17.000 membri nelle sue file.
Per la prima volta, il presidente Álvaro Uribe ha lasciato carta bianca al processo d´accordo: nessun limite nel numero di scarcerazioni né condizioni sul tipo di reato o anni di condanna. La missione è salvare Ingrid Betancourt e gli occhi di tutti il mondo stanno attenti alla forma in come si procede.
La politica di Álvaro Uribe, due volte presidente della Colombia, si è caratterizzata per una forte alleanza con gli Stati Uniti nel piano di combatte contro le Farc. Probabilmente perché c´è un elemento biografico importante: sono stati questi ribelli ha uccidere suo padre. Negli ultimi video inviati dalle Farc, Ingrid Betancourt criticava con durezza la gestione di Uribe, e lo rendeva colpevole della sua prigionia e degli altri sequestrati, tra cui 11 deputati che dopo cinque anni di cattività sono stati uccisi a giugno del 2007.
Speriamo che questa sia la volta buona e non l´ultima opportunità.
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