Simone Luerti, presidente dell'Anm, annuncia le sue dimissioni. Motivo: la pubblicazione della notizia circa il suo possibile coinvolgimento nell'inchiesta "Why not".
Quella della magistratura italiana è una questione destinata a non raggiungere mai l’equilibrio e l’autorevolezza che dovrebbe competerle.
 
Questa volta a far parlare è Simone Luerti, il presidente dell´Associazione nazionale magistrati (Anm) che ha annunciato le dimissioni dal suo incarico. Dimissioni che saranno formalizzate il prossimo sabato di fronte al comitato direttivo dell’Anm. La decisione è nata in seguito alle polemiche scaturite dalla notizia di un suo possibile incontro con Antonio Saladino, l´imprenditore calabrese coinvolto nell´inchiesta Why not a cui sta lavorando da mesi il pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris.
 
“Recenti articoli di stampa che hanno riportato informazioni incomplete e non approfondite che si sono tradotte in un sostanziale travisamento dei fatti in danno dell´immagine del presidente dell´Associazione nazionale magistrati” e, di conseguenza, dell’Anm stessa. Questa la motivazione addotta da Luerti che ha aggiunto: “Il senso di responsabilità verso l´intera magistratura che mi ha determinato ad accettare a suo tempo il gravoso incarico e il desiderio di assoluta trasparenza mi suggeriscono di rassegnare le dimissioni al comitato direttivo centrale al fine di evitare strumentalizzazioni e condizionamenti esterni all´indipendenza delle scelte dell´Anm”. Il magistrato sostiene di non incontrare Saladino da almeno 10 anni. La stampa, invece, avrebbe diffuso la notizia secondo la quale i due si sarebbero incontrati l’ultima volta il 25 ottobre del 2006.
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