Le elezioni di Anversa vinte da De Wever, che punta a una confederazione belga, confermano le spinte indipendentische che solcano l’Europa, tranne che in Italia.
“Quello di oggi è un fatto storico. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Questa è la più veloce rimonta di un partito dalla seconda guerra mondiale”. Parole di Bart De Wever subito dopo la vittoria ad Anversa del suo partito Nuova Alleanza Fiamminga (N-va). Le elezioni di domenica scorsa erano locali ma ad Anversa, motore economico della regione delle Fiandre, avevano un valore nazionale. Il discorso di De Wever si è concentrato sulla grandezza del partito e sul successo ottenuto in altre paesi e città della regione perché l’obiettivo è quello di lottare per la riforma confederale. I venti di secessione arrivano anche in Belgio. Sempre con più forza.
 
Le divisioni in Belgio non sono poche. Hanno un carattere profondamente culturale. Con poco meno di 11 milioni di abitanti, il Belgio è diviso tra neerlandofoni e francofoni, a causa della dominazione francese durante gran parte del secolo scorso. Ma a quella linguistica si aggiunge la divisione economica tra valloni e fiamminghi. La Vallonia è una regione molto più povera rispetto alle Fiandre, con più popolazione e sviluppo economico.
 
Queste tensioni politiche sono emerse nel 2007, provocando un momento di grave instabilità. Prima dell’elezione del premier Yves Meterme ci sono voluti 192 giorni per la conformazione del nuovo governo. A seguito Meterme si è rimesso tre volte. Su Il Sole24 ore si prevedono altre difficoltà, questa volta nella preparazione della finanziaria per il 2013 a causa del difficile rapporto tra i sei partiti della coalizione federale.
 
Mentre in Italia il governo affossa la prospettiva federalistica con la riforma del Titolo V, in Catalogna si prepara il terreno per il referendum sull’autogestione fiscale il prossimo 27 novembre. La consultazione non avrà nessun valore costituzionale ma sarà decisivo in termini politici per le svolte secessionistiche della regione autonoma.
 
De Wever ha dichiarato in un’intervista al quotidiano spagnolo La Vanguardia che a differenza della Catalogna, l’autonomia delle Fiandre sarà conquistata progressivamente. “Il partito N-va non vuole essere una rivoluzione. Non vogliamo dichiarare l’indipendenza alle Fiandre da un giorno all’altro ma crediamo in un’evoluzione graduale”, ha detto De Wever.
 
Il consenso del partito N-va è aumentato a livello nazionale perché il tema dell’indipendenza è gestito senza fondamentalismi, a differenza del quasi scomparso partito separatista di estrema destra di Vlaams Belang.
 
Secondo Luc van der Kelen, editorialista del Het Laatste Nieuws (il giornale più venduto nelle Fiandre) De Wever ha dato il primo passo nel cammino verso la presidenza delle Fiandre e per portare avanti nel 2014 una nuova riforma confederale dello Stato. Un processo che potrebbe concludersi con il separatismo e contagiare l’Europa.
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