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I giovani cinesi spendaccioni sono la speranza di Pechino

Per la prima volta la nuova generazione cinese scopre un modo di vivere tipicamente occidentale e inserito nello schema capitalistico, quello dell’indebitamento e dell’acquisto a rate. Un’evoluzione di questo tipo è caldeggiata dal governo di Pechino che spera, facendo aumentare i consumi, di bilanciare una diminuzione del tasso delle esportazioni dei beni prodotti all’interno, a causa della recessione economica americana ed europea.
 
Secondo il Wall Street Journal, i prestiti per il consumo in Cina, inclusi mutui, anticipi sulle carte di credito e sulle auto, hanno raggiunto il totale di 8,5 trilioni (milioni di milioni) di yuan, cioè 1,35 trilioni di dollari lo scorso anno, in aumento di circa il 27% dal 2010, secondo i dati di Boston Consulting Group. Il numero di carte di credito in Cina è aumentato del 24% l’anno scorso, toccando quota 285 milioni, secondo la China Banking Association.
 
La Cina ha preferito per molto tempo il contante alle carte di credito, ma ora sta aumentando l’ammontare di debito e apre i suoi mercati a più prestatori. I leader cinesi stanno cercando di sviluppare una cultura consumistica interna per stimolare l’economia. L’obiettivo è compensare la forte dipendenza da voluminosi progetti di infrastrutture pubbliche, come autostrade, ponti e edilizia popolare, che hanno reso la sua economia vulnerabile, secondo alcuni osservatori.
 
L’aumento della spesa interna come percentuale del Pil è infatti cruciale per la creazione di un’economia spinta dagli acquirenti cinesi. Il totale dei consumi individuali risulta essere un terzo del Pil nazionale. La spesa individuale negli Usa invece rappresenta quasi o due terzi del Pil.
 
Esperti dell’industria finanziaria sostengono che i giovani tendono a spendere e a indebitarsi di più oggi. Un portavoce di Fair Isaac Corp. spiega che alcune banche si stanno preparando per un pubblico più vasto di indebitati, installando software in grado di bloccare le insolvenze e processi che possano aiutarli a giudicare la qualità dei consumatori.
 
Home Credit, che ha recentemente annunciato un investimento di oltre 100 milioni di euro nei prossimi due anni per espandere le operazioni di prestito in Cina e in altri Stati asiatici, ha affrontato molte sfide per stabilirsi in un Paese dove la storia creditizia è scarsa e dove i prestatori possono fare affidamento solo sulle transazioni che riguardano le bollette e i conti correnti bancari.
 
Per assicurarsi che un consumatore sia in grado di pagare per il prestito su un computer o su uno scooter con tassi di interesse che raggiungono il 35%, Home Credit guarda ai debiti insoluti, all’impiego e al passato. Le persone che richiedono un finanziamento compilano un modulo in cui si richiedono i loro estremi bancari e le loro tessere governative di assicurazione sanitaria. “Se, ad esempio, un individuo si trasferisce troppo spesso, l’idea di un prestito per noi non è la migliore”, avverte Michail Skocil, ad di Home Credit Cina, aggiungendo che il tasso medio di inadempienza è sotto il 5%.
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