Uno dei più importanti testimoni contro spezzoni della burocrazia russa è morto in Gran Bretagna. Il caso Magnitsky approfondito dai quotidiani russi

Uno dei più importanti testimoni contro spezzoni della burocrazia russa in quello che sta passando all’onore della cronaca come il caso Magnitsky è morto in Gran Bretagna. Die Welt ricorda che Alexander Perepelitschny è stato trovato senza vita davanti la propria casa a Weybridge. La morte risale a due settimane fa ma è stata resa nota solo ora. Sergej Magnitsky era l’avvocato di Hermitage Capital una struttura di fondi di investimenti che aveva messo sotto accusa quadri dell’amministrazione di Mosca per sottrazione di fondi e riciclaggio di denaro. Arrestato con l’accusa di evasine fiscale è morto in carcere a seguito di percosse e mancanze di cure. La Nezavisimaja Gazeta ritiene che il caso Magnitsky, insieme ad altri momenti di violazione dei diritti umani nella Federazione, sarà al centro del prossimo vertice Russia-Ue di dicembre.

Al caso dell’avvocato morto in carcere è dedicata una parte dell’intervista concessa oggi al quotidiano russo Kommersant da Dimitry Medvedev. Il premier fa il punto dei primi sei mesi di governo. Secondo Medvedev la Russia non si trova in crisi economica ma sotto la sua minaccia. Il capo del governo federale si esprime inoltre sul futuro di Rosneft, la disputa ideologica sulla politica economica della Federazione, le affermazioni dell’ex ministro delle finanze Alexej Kudrin e i rapporti Russia-Nato.

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