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La Lista Lagarde inquieta il socialista Venizelos

Il leader del partito socialista greco Pasok, Evangelos Venizelos, si trova in una delle più grandi sfide della sua lunga carriera politica, mentre cresce il dissenso sulla sua leadership nel partito e una scandalo fa emergere il suo presunto ruolo in casi di evasione fiscale. I guai di Venizelos inquietano il governo di coalizione di Atene, di cui è parte anche il Pasok.
 
La coalizione, osserva il Wall Street Journal di oggi, si avvicina traballante al voto parlamentare della settimana prossima sulla legge di stabilità del governo per il 2013 e sui provvedimenti necessari per far fronte alle richieste avanzate dai creditori internazionali in cambio degli aiuti.
 
Martedì, il partito è stato colpito dal passo indietro di un parlamentare socialista storico e dalle dimissioni di un ex ministro che ha dichiarato di non riconoscersi più nello schieramento a livello ideologico e politico.
 
Sebbene Venizelos abbia richiesto ai suoi deputati di votare i tagli impopolari, la pressione sta crescendo su di lui per non essersi opposto ai grandi evasori fiscali mentre era ministro delle Finanze, da metà 2011 fino a quando è stato eletto segretario del partito a marzo.
 
L’ultimo scandalo ha visto indagato il giornalista greco, Kostas Xavanis, per aver pubblicato una lista violando le leggi greche sulla privacy. La controversia riguarda un elenco di circa 2000 greci con conti in banche svizzere, tra i nomi dei 24mila clienti i cui dettagli sono stati copiati da ex dipendenti della HSBC Holdings. I giudici greci hanno comunque assolto Xavanis, accogliendo la tesi del difensore del direttore della rivista Hot Doc, secondo cui la violazione della legge sulla privacy era giustificata dal fatto che le informazioni venivano da una fonte autorevole e che erano di pubblico interesse.
 
“In questi due anni molti di questi sono stati fatti circolare, vi sono stati ricatti e false liste – ha detto il giornalista uscendo dal tribunale – il sistema politico è stato destabilizzato, vi era una lista falsa in cui erano stati inseriti la metà dei deputati greci, non era il caso di fermare tutto questo?”.
 
Secondo Atene, le informazioni sono passate per le mani delle autorità tributarie francesi, per essere poi trasmesse alle autorità greche nel 2010 dall’ex ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, ora a capo del Fmi. Ci si chiede perché in due anni le autorità greche non abbiano lavorato sui nomi della lista per combattere l’evasione fiscale in un Paese che sta implementando sempre più forti tagli alle pensioni e agli stipendi.
 
La rivista investigativa Hot Doc che ha pubblicato i nomi dei greci sulla “Lista Lagarde”, ha identificato due ex ministri, un consigliere dell’attuale premier, diversi importanti uomini d’affari, dottori, avvocati, architetti, attori e giornalisti, anche se non sono state rivelate cifre.
 
Per Venizelos, da venti anni nel Pasok, lo scandalo potrebbe significare la fine della carriera politica. La magistratura greca ha infatti chiesto al Parlamento di indagare sulle modalità con cui alcuni politici hanno gestito l´ormai famosa “Lista Lagarde”. I magistrati inquirenti sono interessati ad accertare se qualche uomo politico debba essere ritenuto responsabile del mancato utilizzo della lista per la ricerca di evasori fiscali e, in questo caso, incriminato e la stampa greca scrive oggi che l´iniziativa dei magistrati potrebbe portare proprio all´incriminazione degli ex ministri delle finanze Venizelos e Giorgios Papaconstantinou. Secondo gli analisti la crescente impopolarità del leader nel partito potrebbe addirittura portare allo scioglimento del Pasok, che ha guidato la Grecia per buona parte degli ultimi trent’anni.
 
“Il Pasok si sta frammentando e l’intera storia della lista aggiunge perplessità sulla tenuta del partito – spiega Theodore Couloumbis, professore all’Università di Atene – e questo ha serie implicazioni politiche. Se la coalizione riuscirà a durare nei prossimi mesi, il Pasok dovrà tornare su questi temi oppure andrà incontro al collasso nelle prossime elezioni”, conclude.
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