Secondo Banca Imi il rating di Atlantia è a rischio declassamento a causa del debito italiano. Di qui la necessità per il gruppo controllato da Benetton di investire nei Paesi esteri. Cile, Brasile e India su tutti. Una strategia che è già in corso

Il rischio legato al debito sovrano dell’Italia influenza il rating di Atlantia, che rimane a rischio declassamento da parte di Standard&Poor’s e Moody’s. E’ l’analisi di Banca Imi, che analizza l’outlook della controllata al gruppo Benetton. Nonostante il peggioramento dei risultati del primo semestre del 2012, Banca Imi conferma una credit view neutrale su Atlantia, sulla base dei bassi rischi di rifinanziamento fino al 2015 e del maggior contributo atteso dalle concessionarie estere nel 2012, che dovrebbe mitigare l’impatto negativo derivante dalla flessione attesa nei volumi di traffico in Italia.

Il gruppo Atlantia, si legge nel rapporto degli analisti che fanno parte di Intesa San Paolo, presenta un’elevata esposizione verso l’Italia (circa 90% dei ricavi e dell’Ebitda del primo semestre 2012), con potenziali ripercussioni negative derivanti da possibili modifiche alla regolamentazione del settore e/o dall’ulteriore peggioramento delle condizioni macroeconomiche che influiscono negativamente sui volumi di traffico.

Il gruppo ha confermato previsioni di tenuta dei risultati operativi nel 2012, a meno che il quadro economico italiano non peggiori ulteriormente, a causa della contrazione attesa nei consumi privati e nella produzione industriale e dell’aumento del prezzo dei carburanti, che potrebbero avere un impatto negativo sui volumi di traffico. Il management ritiene che l’Ebitda del gruppo possa rimanere stabile in Italia a fronte di una flessione del traffico fino al 4/5%, mentre potrebbe diminuire in caso di flessione dei volumi di traffico superiore al 4/5%. Sulla base della flessione dei volumi di traffico registrata nel primo semestre del 2012 (-8%, -6,5% su basi comparabili), Banca Imi prospetta una lieve flessione dell’Ebitda generato in Italia nel 2012 (-3/-4% circa). Tuttavia, ciò sarà compensato dal maggior apporto delle controllate estere, da noi stimato in circa 200 milioni nel 2012.

Anche per questo, la strategia di Atlantia mira a rafforzare la propria presenza nei mercati emergenti (Cile, Brasile e India), al fine di beneficiare delle elevate prospettive di crescita del traffico autostradale locale e di aumentare la diversificazione geografica del portafoglio di concessioni autostradali. Il gruppo stima pertanto un forte aumento del contributo delle attività estere, con un Ebitda iniziale stimato su base annuale pro-forma in circa 500 milioni di euro, di cui 200 da parte delle controllate cilene, 200 da parte delle società brasiliane e 90 milioni da Ecomouv. Il gruppo prevede un aumento di tale contributo a 900 milioni nel 2015, rappresentando circa il 27% dell’Ebitda totale.

 

Condividi tramite