Kristina Schroder – ministro tedesco agli affari di famiglia, agli anziani, alle donne e ai giovani – ha dichiarato in una intervista a Die Zeit di trovarsi in imbarazzo con la sua bambina a parlare di Dio al maschile, così come previsto nella lingua tedesca. Preferirebbe utilizzare l’articolo “das” con cui si precedono i nomi di genere neutro, ma “ciascuno dovrebbe decidere per conto proprio”. Dio è anche madre, aveva detto Giovanni Paolo I. Ora, però, per il ministro Schroder “ciascuno” dovrebbe “decidere” la nominazione (sessuale) di Dio. Sempre sul Corriere della Sera, ove ho letto della dichiarazione della sig.ra Schroder, nella sua rubrica settimanale Piero Ostellino – in contrapposizione alla “libertà degli antichi” che informerebbe la lettura della Costituzione di Roberto Benigni per il quale “i nemici della Costituzione sono l’indifferenza per la politica e il non voto” – rivendica “la libertà dei moderni, quella di cui godiamo noi” che “consiste (anche) nel diritto del cittadino di farsi gli affari suoi, di estraniarsi, se crede, dalla vita politica e persino di non andare a votare”. A questo punto mi chiedo se la libertà dei modernissimi sia quella di trattare Dio come un avatar?

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