L’approvazione della nuova Costituzione egiziana mette in moto l’ultima fase del processo istituzionale nel Paese mediorientale partito con la rivolta di piazza contro Mubarak nella primavera del 2011.

Il si all’ultima consultazione popolare apre la strada a nuove elezioni legislative previste entro due mesi. Uno scenario che costringe l’opposizione a darsi quella coerente strategia antiregime che finora le è mancata. Lo scrive le Monde, che ha chiesto il parere di Clément Steuer, ricercatore del centro di documentazione economico, giuridico e sociale egiziano.

Con l’approvazione della nuova norma fondamentale dello Stato il potere del presidente Morsi ora ha in mano nuove armi legislative. Lo sottolinea il Financial Times. Il giornale di Londra fa presente come fino al momento in cui non sarà eletto il nuovo Parlamento, il consiglio della Shura potrà di approvare tutti gli atti giuridici ritenuti necessari a completare la transizione del Paese. Il pericolo che nelle mani del presidente islamista si concentrino nuovi poteri deve essere presente allo stesso Morsi scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Cosi va letto secondo il quotidiano tedesco l’appello presidenziale alla collaborazione tra tutte le forze politiche. Secondo la Faz il capo dello Stato cerca il dialogo non solo per superare le tensioni nazionali ma anche per venire incontro alle richieste della comunità internazionale e agli inviti di tenere in considerazione le critiche partite in questi mesi dalle fila dell’opposizione. Di “errori” commessi nel tragitto costituzionale ha infatti parlato il Presidente egiziano, secondo quanto scrive il New York Times.

Anche la Nzz cerca di vedere gli effetti del si popolare alla Costituzione. Secondo il quotidiano di Zurigo i cambiamenti nel potere egiziano non hanno spalancato le porte dell’inferno al Cairo. Ciò nonostante modalità di andata alle urne e risultati del voto rispecchiano la divisione del Paese fondamentale per gli equilibri mediorientali le prospettive di pace con Israele. La norma fondamentale dello Stato è vista da Nzz come una proiezione del Paese e delle contraddizioni che lo percorrono.

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