La direzione nazionale di Fermare il Declino approva un documento su liste e tempi per le firme che non entusiasma i militanti. Ecco i mugugni on line.

Un breve comunicato, a margine della prima riunione della direzione nazionale di Fermare il Declino  per rendere noto che si è “preso in esame la situazione delle liste e delle relative capolistature. In ordine alle liste ancora aperte in alcune regioni e per la scelta definitiva delle capolistature, la Direzione svolgerà le implementazioni del caso entro il prossimo venerdì”. E subito divampa il dibattito sul contenuto del documento e sulla tempistica.

Dalle lettura dei commenti pubblicati sul sito, da parte degli iscritti al movimento di Oscar Gianninio, se qualcuno sottolinea la necessità di prender tempo per la selezione dei candidati e la preparazione delle liste, d’altra parte non mancano le sottolineature critiche. “Come comunicato stampa mi sembra alquanto misero vista l’importanza dell’ordine del giorno del direttivo – osserva un iscritto, Simone Boroni -. Mi aspettavo qualcosa di più, anche in riferimento agli altri punti in discussione oltre alle liste. Per quanto riguarda le liste spero proprio che non ci siano candidati già parlamentari o consiglieri regionali di altri partiti”.

Qualcuno poi fa notare la necessità di cambiare il linguaggio, accusando la redazione di Fermare il Declino di usare già il politichese. “Cerchiamo di comunicare la discontinuità anche tramite il linguaggio – scrive Filippo Marzucchi -, oltre ai burocrati cerchiamo di mettere in soffitta anche il burocratese: 80 parole per dire una cosa per cui ne bastavano 40. E poi ‘in ordine ‘, ‘capolistature’. ‘implementazioni del caso’… un ‘dobbiamo completare le liste’ bastava”.

Il rinvio delle decisioni sta provocando qualche malumore di troppo. “Non mi piace per niente questa tira-lunga”, commenta Diego Vaccari. “Mi sono candidato a Fermare il Declino. Per me, che sono rispettoso delle regole, queste erano regole”, facendo riferimento ai tempi inizialmente decisi dal movimento. “Ho letto che vi è stata una prima proroga per la presentazione delle domande. Ora vi è una proroga per la discussione fino a venerdì. Per che cosa? Qual’è il problema? Sembra che si stiano decidendo le sorti del mondo”. Dura la chiusura: “Se il buon giorno si vede dal mattino…”.

Altri, come Giovanni Tonini, fanno presente l’emergere di perplessità nelle decisioni. “Scusatemi, ma in questa notizia leggo qualcosa che non mi piace molto. Cosa significa ‘la situazione delle regioni in cui le liste sono ancora aperte’: il tempo per candidarsi è scaduto oppure no? E quali sono le regioni in cui queste liste sono ancora aperte? Dove si trovano queste informazioni? Io mi sento parte di questo movimento e ho enorme stima dei fondatori, però in questa fase – osserva Tonini – mi sembra di vedere una certa nebbia; la sensazione è che si sia chiesto a tutti di proporre delle candidature ma che in realtà i giochi fossero in parte già fatti. Se ci sono delle proroghe, che di per sé non mi piacciono, queste devono valere per tutti ed essere rese note a tutti”.

Ma, a parere di Pierguido Maestro-Cottini, la scelta della direzione nazionale di prorogare i termini è stata “necessaria x permettere ai promotori non solo di vagliare più soluzioni ma anche e soprattutto x farsi un’idea concreta sulla risposta da parte del potenziale elettorato alla loro proposta. Voglio sperare che non valuteranno il numero di firme portate (ne richiedevano solo 10 e ovviamente con più’ tempo ne avremmo tutti portate di più) ma i profili più’ idonei”.

Insomma, per chi sperava che con la direzione nazionale di ieri si sarebbero sopiti gli animi, presto è arrivata la delusione. Il clima resta piuttosto caldo e probabilmente lo stato di agitazione resterà ancora per qualche giorno.

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