Romano Perissinotto (IF Lombardia) interviene su Formiche.net per spiegare obiettivi e strategie del movimento montezemoliano che non si accoda né all’Unione 2.0 di Bersani e Vendola né a Forza Italia 2.0.

Caro direttore,

nel leggere  l’intervento di Mimmo Pesce appare di tutta evidenza l’uso improprio della parola “ossessione” riferita  al presunto bisogno irrazionale, quindi nevrotico,  di Italia Futura nel prendere le (opportune, a mio avviso) distanze da ciò che oggi vengono  definite  dai media  Forza Italia 2.0 e l’Unione 2.0.

Per quanto riguarda la prima, nelle intenzioni del Cavaliere Forza Italia 2.0 dovrebbe risorgere come un’arabe fenice sulle ceneri di un partito alla sbando:  per ammissione di molti suoi esponenti di spicco è  in preda alla confusione ed al  conflitto interiore del suo stesso leader. Quindi è inevitabile prenderne le distanze, non sapendo peraltro di quale futura stranezza si stia parlando. Sia chiaro: prendere le distanze dalla “cosa” misteriosa, non certo dagli elettori delusi dalla promessa tradita da Berlusconi. Sono questi i cittadini che oggi non votano oppure hanno votato Grillo in segno di protesta, ma che sono pronti a concedere il loro favore ad una nuova forza che sia veramente liberale e riformista, oltre chiaramente favorevole ad un percorso di unità politica europea.

Altra questione è la fotografia del centrosinistra che è uscita dall’esito delle primarie, l’Unione 2.0 appunto. E’ innegabile che la vittoria di Bersani si è celebrata, con numeri evidenti, grazie al sostegno di Vendola. Difficile, direi impossibile, che nel  caso di un eventuale successo elettorale,  il programma di governo del centrosinistra  non possa tenerne conto. Altrettanto difficile non individuare nelle prime affermazioni di Vendola una visione agli antipodi rispetto ai principi che sono alla base del progetto politico di Italia Futura.  L’idea vendoliana dell’Europa, di un aumento della spesa pubblica, di nuove patrimoniali e del mercato del lavoro sono condizioni capestro per Bersani, il quale si troverà presumibilmente nella condizione di dover cedere alle richieste, oppure in quella parimenti grave dell’impossibilità di governare. E il Paese non si può permettere queste due situazioni.

Quindi, nessuna ossessione ma una lucida e razionale visione della realtà… Italia Futura ha ribadito con il suo comunicato la propria missione  a rappresentare nel prossimo agone politico una forza dichiaratamente liberale, moderna  e riformista, i cui principi potranno sicuramente trovare un fertile terreno di consensi nella maggioranza degli Italiani che è stanca dei vecchi schieramenti, delle aggregazioni di facciata utili ad alcuni solo per strappare qualche poltrona, ma inefficaci e sterili per attuare la necessaria  riforma costituente dello Stato a cui è chiamata la prossima legislatura.

Caro Pesce, è nella coerenza dei fatti che il progetto di Italia Futura trova sempre più ampi consensi.

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