L’offerta di acquisto di Nyse Euronext da parte di Ice, società specializzata in scambi di futures legati al settore dell’energia. I dettagli, le ragioni dell’accordo e l'Europa che guarda...

Wall Street finisce l’anno con il botto. Si profila infatti un nuovo colosso globale degli scambi di Borsa su azioni, materie prime e derivati. L’InterContinental Exchange (Ice), piattaforma statunitense di transazioni su materie prime e petrolio, ha annunciato un’offerta di acquisizione amichevole sul gigante borsistico transatlantico Nyse Euronext, che oltre al New York Stock Exchange controlla anche le piazze di Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Lisbona.

L’operazione ha un ammontare totale da 8,2 miliardi di dollari, ed è stata concordata dai management dei due gruppi.

L’Ice, che ha sede ad Atlanta, ha subito precisato che il nuovo gruppo avrà un doppio quartier generale, in modo da mantenere la sede simbolica del Nyse a New York. La nuova società avrà un portafoglio di scambi che spazierà dalle materie prime agricole ed energetiche ai derivati sul credito, all’azionario Usa e i relativi derivati, all’azionario in Europa e i contratti mirati sugli andamenti dei tassi di interesse.

In base ai termini concordati, ogni azione Nyse Euronext viene valorizzata 33,12 dollari, che verranno retribuiti per 11,27 dollari in contanti cui si aggiungeranno 0,1703 azioni dell’Ice (fanno riferimento i prezzi di chiusura di ieri 19 dicembre).

Chi resta a guardare, in una posizione non proprio esaltante, è l’Europa: solo pochi mesi fa la Commissione Ue aveva deciso di stroncare un analogo tentativo di acquisizione sul Nyse da parte del gruppo tedesco Deutsche Börse, in base a motivazioni antitrust.

Come sottolinea Paolo Mastrolilli sulla Stampa, la fusione è importante per il doppio segnale pratico che lancia. Il primo è che “il mercato dei titoli, delle azioni e dei derivati è così cambiato, che una struttura come Wall Street non ha quasi più senso da sola. Il secondo segnale importante – osserva – è che Ice e Nyse hanno deciso la mossa per prepararsi meglio a fronteggiare la ripresa dei mercati. I loro leader sono convinti che il periodo delle vacche magre stia terminando, e la fusione serve a metterli in condizione di sfruttare al meglio il ritorno di un clima economico più favorevole”.
“La nuova compagnia – conclude il corrispondente de La Stampa – sarebbe più piccola dei rivali Cme Group e Deutsche Börse, ma più diversificata, e quindi attrezzata a cavalcare la ripresa su cui scommette”.

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