Il crollo del valore delle azioni di Apple dai picchi di settembre e i dubbi degli analisti sulla fetta di mercato conquistata dalla società in Cina nonostante le vendite record del weekend nel Paese.

Apple rischia di non dormire tranquilla in Cina. Sebbene abbia di fronte il più grande mercato del mondo, la casa di Cupertino sembra non riuscire a ricavarsi un posto a Pechino e teme che le vendite record della scorsa settimana rappresentino tutti i potenziali acquirenti cinesi, di nicchia, di tecnologia Apple. Il dubbio adesso è uno: il resto della popolazione sarà conquistata dall’iPhone o continuerà a scegliere smartphone più economici prodotti in Cina?

Il dibattito di Wall Street su quanto valutare Apple, spiega il Financial Times, si è intensificato dopo che le azioni della società dell’iPhone sono crollate ieri a 500 dollari, con lo sguardo degli investitori che va oltre le vendite cinesi.

Le azioni di Apple hanno perso più di un quarto del loro valore dal picco di settembre di 702,10 dollari, tra le preoccupazioni degli analisti sulla profittabilità e il trading a breve termine degli investitori.

Apple vale adesso meno di 500 miliardi di dollari, la cifra simbolo raccolta con il lancio dell’iPad 3 a marzo. Dopo essere crollate sotto i 500 dollari per azione per la prima volta da Febbraio, le quote di Apple si aggirano ora sui 512 dollari.
Secondo molti analisti sarebbe stato l’annuncio fatto ieri mattina secondo cui Apple in Cina avrebbe venduto la cifra record di 2 milioni di iPhone5 nel weekend a stimolare il prezzo delle azioni. Secondo Thomson First Call il prezzo medio secondo gli analisti è ora di 754$, solo il 7% al di sopra del picco di settembre. Tuttavia alcuni di essi, inclusi Jefferies, Citigroup e Bmo Capital Markets, hanno declassato il loro price target nella scorsa settimana.

Molti analisti rimangono infatti preoccupati dalla piccola quota del mercato cinese per Apple se confrontata con quella dei produttori locali. La speculazione inoltre ha puntato sul fatto che Apple potrebbe lanciare un nuovo iPhone, più economico e di basso mercato, per guadagnare una marcia in più nei mercati emergenti.

“Nonostante le notizie del weekend, la storia della Cina rimane un grosso interrogativo”, dice Colin Gillis, analista tech alla BGC Partners. I problemi sono arrivati quando Citigroup ha declassato il suo rating sulle azioni della società. “I tagli agli ordini dei rifornitori rimettono in gioco la forza dell’iPhone 5 e portano gli investitori a riconsiderare la storia di Apple”, spiegano gli analisti di Citigroup, motivando così la scelta di portare il rating da “buy” a “sell”.

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