L'editorialista del New York Times, Thomas Friedman, si chiede se l'Egitto percorrerà la strada democratica indiana oppure al contrario si darà al radicalismo sunnita. Le prime analisi sul referendum costituzionale

La BBC fa i conti in tempo reale dello stato del referendum costituzionale in Egitto. I risultati del primo turno del referendum costituzionale nel Paese mediorientale sarebbero favorevoli alla nuova Costituzione ma il margine con cui è stato approvato il progetto della nuova norma fondamentale dello Stato sarebbe molto stretto. Lo scrivono il New York Times e l’emittente araba Al Jazeera riportando informazioni  provenienti dagli ambienti vicini ai Fratelli musulmani del Cairo.

Anche il Washington Post ritiene che il fronte favorevole agli islamisti vincerà la consultazione popolare anche se il margine tra vincitori e sconfitti sarà minimo e il voto si svolge in condizioni caotiche.

La corrispondente della Welt dalla capitale araba facendo il resoconto di tutto quello visto nei seggi in quanto osservatrice per un’organizzazione di difesa dei diritti umani, conferma la disorganizzazione in cui si è svolta la consultazione popolare.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung sottolinea invece il fatto che lo scrutinio si è svolto in maniera pacifica con i brogli rimasti dentro la fisiologia di eventi di questo tipo. Nessuno crede veramente che il progetto di Costituzione verrà respinto, scrive la Faz.

Ancora incerto il futuro politico egiziano per molti commentatori. Sul significato della nuova maggioranza islamista, le forze politiche che si richiamano ai Fratelli musulmani e ai salafisti sono infatti uscite nettamente maggioritarie alle scorse legislative.

Al Parlamento cairota dedica un editoriale il New York Times. Thomas Friedman si chiede se l’Egitto percorrerà la strada democratica indiana oppure al contrario si darà al radicalismo sunnita diventando il nuovo Pakistan. Anche il Kommersant affronta lo stesso argomento. Il giornale russo è però più assertivo. Il giornale russo è certo che l’esecutivo guidato da Mohammed Morsi sarà la nuova teocrazia mediorientale. Il modello preso a modello dall’Egitto sarebbe infatti l’Iran.

 

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