Le autorità yemenite stanno studiando la possibilità di esiliare in Italia, seppure in via temporanea, il deposto presidente Ali Abdullah Saleh, che ad un anno dalle dimissioni continua a controllare buona parte delle istituzioni di Sana’a. Secondo quanto rivela il sito d’intelligence egiziano “al Asrar al Askariya”, “un ufficiale militare yemenita sta effettuando una visita in Italia per studiare la possibilità di trovare a Roma il luogo d’esilio temporaneo per il deposto presidente Saleh”.

Ad un anno dagli accordi di Riad, voluti dal Consiglio di cooperazione del Golfo e attraverso i quali si dato il via al processo di transizione verso la democrazia nello Yemen, la presenza di Saleh in patria risulta essere molto ingombrante per il nuovo corso yemenita.

L’ex presidente controlla ancora ampi settori degli apparati dello Stato, mentre il dialogo tra le forze politiche nazionali stenta a decollare. Saleh infatti, pur essendosi dimesso poco dopo gli accordi di Riad lasciando il potere al suo vice, Abde Rabbo Mansur Hadi, resta tuttora il leader del partito del Congresso, al governo, e i suoi figli controllano ancora interi battaglioni dell’esercito yemenita.

Quello della continua presenza dell’ex presidente sulla scena politica non è però l’unico problema. Il paese è dilaniato dalle divisioni tribali e dalla presenza di nuovi gruppi che controllano parte del territorio e rivendicano l’indipendenza.

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