Un gruppo organizzato (da chi?) di cittadini e l’immancabile Procura hanno deciso di opporsi alla realizzazione di un’opera strategica per la difesa Usa e occidentale: il Muos.

I movimenti “No qualunque cosa” sono diventati una costante del sistema Italia e quasi non fanno più notizia. Una partita delicatissima si sta però svolgendo da molte, troppe, settimane in Sicilia. Un gruppo organizzato (da chi?) di cittadini e l’immancabile Procura hanno deciso di opporsi alla realizzazione di un’opera strategica per la difesa Usa e occidentale: il Muos. Il Mobile User Objective System è un sistema di comunicazioni satellitari (Satcom) ad altissima frequenza (Uhf) e a banda stretta che integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo ed ha l’obiettivo di rimpiazzare l’attuale sistema satellitare Ufo. Il Muos è composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra. Una di queste è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Apriti cielo!

La procura di Caltagirone ad ottobre aveva provato a sequestrare la stazione radio Muos du Niscemi (decisione poi annullata dal Tribunale della Libertà) quindi è stata la volta del Comitato NoMuos e delle proteste che sono arrivate alla Regione dove il neo presidente, invece di mostrarsi impermeabile alle assurde e strumentali richieste di stoppare un’opera strategica a livello internazionale, ha spiegato che sarebbe “allo studio una strategia per bloccare il Muos”. Parole gravissime che non tengono conto degli impegni presi e dell’importanza che l’Italia ha e può avere nella geografia della difesa globale e nell’alleanza con gli Stati Uniti. Su questo, ancora una volta, servirebbe chiarezza e non quell’ambiguità che rende il nostro sempre meno credibile.

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