Il primo ministro David Cameron disistima l’ultima provocazione del presidente dell’Argentina, Cristina Fernández de Kirchner. Ma non rimane in silenzio. E neanche i media britannici.

Nella sua lettera aperta pubblicata a forma di pubblicità nei giornali britannici, The Guardian e The Independent, Fernández Kirchner chiede al Regno Unito la fine del colonialismo e la restituzione dell’arcipelago delle isole Falkland, chiamata dagli argentini come Malvinas. Come quasi tutti i 3 gennaio, giorno in cui sono sbarcati le truppe britanniche nel 1833 e provocò la guerra di 74 giorni nel 1982.

Ma Cameron questa volta ha risposto con un comunicato che non esclude la difesa militare. Nel comunicato, il premier sostiene che farà tutto per proteggere gli interessi degli abitanti delle isole, “il diritto all’autodeterminazione e il desiderio chiaro di continuare ad essere britannici”. “Non siamo una colonia. Il nostro rapporto con il Regno Unito è per scelta”, ha detto Barry Elsby, uno degli otto membri dell’assemblea legislativa delle Falkland. Comunque, il 10 e 11 marzo ci sarà un referendum sullo status politico dell’arcipelago.

Anche il quotidiano di maggiore tiratura nel Regno Unito, The Sun, ha risposto al presidente argentino con una lettera diffusa in spagnolo e inglese nel quotidiano Buenos Aires Herald: “La sovranità britannica sulle Falkland Islands data dal 1765, prima che la Repubblica Argentina esistesse. Queste isole non sono mai state governate né hanno fatto parte del territorio argentino… Fino a quando lo stesso popolo delle Falkland Islands decida di essere argentino, continuerà ad essere decisamente brittanico”.

Un “botta e risposta” che sembra volere riattivare un antico conflitto – non a caso – all’inizio della campagna elettorale argentina dove Fernández Kirchner aspira ad essere rieletta.

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