La Cina in movimento. Dopo essere stata abbandonata, la campagna cinese intorno a Bazhou nel nord della Cina sta assistendo a un nuovo fermento con la costruzione di ponti ferroviari e file di dormitori per gli operai. I campi, si legge sul Financial Times, diventeranno tra non molto reti ferroviarie importanti in un Paese in rapida espansione.

Per i nuovi investimenti si tratta di una vera e propria svolta, dopo che a fine 2011 la Cina ha deciso uno stop al suo programma ferroviario. Sono stati sospesi quasi tutti i fondi dopo che un treno si è schiantato, causando la morte di 40 persone e alimentando il dibattito sulla qualità delle linee già installate.

Il revival degli investimenti ferroviari e della spesa in infrastrutture, cominciata a metà dello scorso anno, è stato un fattore cruciale nella ripresa economica cinese. Pechino si aspetta che la crescita sia stata più forte nel quarto trimestre 2012, spezzando una serie di due anni di rallentamenti nei tassi di crescita.

Gli investimenti rappresentano circa la metà del Pil cinese, e diventano quindi un motore formidabile per la crescita e i consumi. La costruzione ferroviaria è solo il 2% della spesa totale ma la sua importanza va oltre, alimentando la domanda di acciaio e la fiducia degli imprenditori.

A inizio 2012, quando la gravità della crisi economica è diventata chiara a tutti, il premier cinese Wen Jibao ha dichiarato che era tempo di riprendere gli investimenti ferroviari e il lavoro per le società manifatturiere del settore.

Wang Mengshu, deputy chief engineer del China Railway Tunnel Group, fa notare che la Cina dispone di 93mila kilometri di ferrovie per 1,3 miliardi di abitanti, mentre gli Stati Uniti hanno binari per quasi un triplo, con 230mila kilometri, per una popolazione che è un quarto di quella cinese (300 milioni di abitanti).

“Questo è il momento perfetto per gli investimenti. Ma nel corso dell’anno potremmo vedere un nuovo rallentamento dell’economia”, spiega Ken Peng, economista di Bnp-Paribas a Pechino. Con l’espansione della rete ferroviaria, il tasso di crescita di nuovi investimenti è infatti destinato a diminuire, considerando l’ammontare della spesa già sostenuta.

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