E’ l’eterogenesi dei fini. Gli incontri dei cattolici interessati alla politica nascono con un’intenzione e si concludono con un risultato diverso, inaspettato. Addirittura quello di giovedì prossimo, concepito per accompagnare Mario Monti alle elezioni, sta cambiando natura in queste ore. A partire dalla decisione del premier di dare forfait. Non solo. Salta proprio l’incontro di giovedì prossimo, 10 gennaio, tra le associazioni e i movimenti cattolici di Todi.

Nella cittadina umbra le sette sigle – Acli, Cisl, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative e Mcl – si videro per la prima volta a ottobre del 2011, poi una, seconda volta, un anno dopo, a ottobre scorso. Per giovedì prossimo era programmato un terzo appuntamento, in vista delle elezioni, alla sede della Cisl di via Po. Inizialmente invitato, il premier uscente Mario Monti ha nel frattempo dato forfait.

Nel frattempo, tra l’altro, il presidente delle Acli Andrea Olivero si è candidato con Monti (e altre esponenti del mondo cattolico sono pronti a farlo), il Pd candiderà Giorgio Santini della Cisl (oltre ad altre personalità del mondo cattolico, a partire da Edo Patriarca), la Compagnia delle opere, lambita dalle indagini milanesi, ha assunto una posizione più defilata.

E dopo concitati contatti tra ieri sera e questa mattina, l’incontro ‘Todi3′, a quanto si apprende, è saltato. Potrebbe, al più, scvolgersi una cena a porte chiuse tra esponenti delle sette sigle fondatrici del Forum di Todi. Alla riunione, invece, sicuramente non parteciperanno associazioni e movimenti cattolici dal carattere più squisitamente ecclesiale, inizialmente invitati.

L’eterogenesi dei fini del Forum parte da lontano. E’ accaduto la prima volta il 17 ottobre 2011, nella cittadina umbra che ha dato il nome al Forum pronto a raccogliere l’auspicio del Papa per una nuova leva di cattolici in politica, Todi. Il governo Berlusconi era pericolante e a Todi si dettero appuntamento sette tra le maggiori sigle del cattolicesimo sociale: Acli, Cisl, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative e Mcl.

Molto attivo nell’organizzazione dell’evento fu il ministro berlusconiano Maurizio Sacconi. La speranza di molti dei promotori era innestare nel Pdl una forte componente cattolica con la benevolenza del Vaticano e del cardinale Angelo Bagnasco, che quell’incontro aprì con una prolusione densa di contenuti programmatici. Ma le cose andarono diversamente. L’incontro si concluse con una inequivocabile bocciatura dell’esperienza berlusconiana, di cui si fece portavoce il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Di lì a pochi giorni nacque l’esecutivo Monti.

Nessun rappresentante delle associazioni e dei movimenti di Todi andò al governo. Entrarono a Palazzo Chigi, invece, tre personalità presenti nella cittadina umbra, Lorenzo Ornaghi, Corrado Passera (che ieri ha preso le distanze dall’agenda Monti con un’intervista al Corriere della sera) e Andrea Riccardi. Partecipanti, ma non promotori. “Vado a Todi, saluto e riparto”, aveva detto il fondatore della comunità di Sant’Egidio. Nata per modificare in corsa il Pdl, Todi divenne fonte battesimale dell’esecutivo tecnico.

Passa un anno e, il 21 e 22 ottobre 2012, Todi fa il bis. Di nuovo nella cittadina umbra, di nuovo le sette sigle. Nelle intenzioni dei promotori, è l’occasione per dare sostegno a Monti, condizionandone però l’agenda in chiave più sociale. E, sperando – anche qui con il beneplacito della Conferenza episcopale italiana – in una riforma della legge elettorale che aiuti a trasformare il Pdl in un Ppe italiano sotto la guida di Angelino Alfano. Anche in quell’occasione, le cose hanno preso un’altra piega.

Poche settimane prima del secondo appuntamento di Todi, si muovono Riccardi, Bonanni, il presidente delle Acli Andrea Olivero, il presidente della provincia trentina Lorenzo Dellai. Si vedono a Trento in estate per un convegno su Alcide De Gasperi, poi di nuovo a Roma a fine settembre. “A partire dal mondo cattolico, ma non limitandosi al mondo cattolico, c’è bisogno di politica popolare”, dice in quell’occasione Riccardi. Quanto ai cattolici, spesso indicati come “moderati”, Riccardi ha notato che “il moderatismo è sempre una virtà, ma io parlerei piuttosto di riformisti nazionali con una visione europea e globale”. E’ il primo incubatore di quello che, da lì a poco, diventa Verso la terza Repubblica, il movimento che, con il sostanziale apporto di Luca Cordero di Montezemolo, dà vita alla costola di società civile che struttura le liste elettorali di Mario Monti. Quanto all’ipotesi di un Ppe italiano, a fine anno Berlusconi riscende in campo, il Professore “sale” in politica, il Vaticano e la Cei si raffreddano – pur con qualche distinguo – con il centro-destra, e la lista Monti prende corpo.

Una lista che viene finalizzata in queste ore con l’innesto di diverse personalità del mondo cattolico. E qui arriva Todi3.

L’idea originale, questa volta, era fornire al centro montiano una terza gamba elettorale, oltre quella politica (Udc e Fli) e quella della società civile (Riccardi, Olivero e Montezemolo), nella quale fare confluire i “todiani” rimasti fuori e, magari, qualche big cattolico del Pdl. L’incontro dovrebbe svolgersi giovedì alla sede della Cisl di via Po. Condizionale d’obbligo, dopo che – lo hanno fatto filtrare le stesse associazioni promotrici – Monti ha deciso di non andare. Nella serata di ieri si sono inseguiti contatti e telefonate concitate.

Per giovedì, del resto, le liste elettorali dovrebbero essere per lo più chiuse, con tanto di scure di Enrico Bondi che favorisce i volti nuovi e i curriculum puliti. E le sigle di Todi, ormai, vanno in ordine sparso. La Compagnia delle opere, braccio imprenditoriale di Comunione e liberazione, risente delle indagini milanesi e delle spaccature cielline, tra Maurizio Lupi che rimane nel Pdl, Mario Mauro che è passato con Monti e Roberto Formigoni impegnato nella campagna lombarda.

La Cisl ha annunciato ieri che Giorgio Santini sarà candidato con il Pd. Andrea Olivero ha lasciato le Acli – non senza qualche contestazione interna – per candidarsi con Monti. E non è scontato che alcune delle altre sigle – come Confartigianato e Confcooperative – non si siano già mosse nella stessa direzione. Doveva essere il collettore dei cattolici nella nuova era politica italiana, ne sancisce la frammentazione. Eterogenesi dei fini.

E’ il destino degli incontri di Todi.

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