Se la tv resta centrale nell’informazione, i telegiornali sono in forte calo di audience. Quello che perde di più è il tg di Mentana, seguito da Studio Aperto. Giù anche Tg1 e Tg5. Cresce invece Twitter. L'analisi sul Sole 24 Ore dell'esperto Francesco Siliato

Una vera e propria crisi. I telegiornali nell’anno appena concluso hanno fatto registrare, nessuno escluso, delle perdite sensibili di ascolto. Ebbene sì, la televisione resta ancora centrale come mezzo di informazione, così come gli ascolti dei principali due editori – nonostante la flessione delle reti generaliste a vantaggio di quelle digitali -ma i telegiornali sono in caduta libera.

Come emerge da un’analisi dell’esperto Francesco Siliato, pubblicata oggi sul Sole 24 Ore, i più penalizzati sono i notiziari della sera. La più forte contrazione di ascolti la fa registrare il TgLa7 di Enrico Mentana, che vede ridursi del 18% la propria quota di ascolto rispetto al 2011. Così come Studio Aperto di Italia Uno (-13%), Tg3 (-12,6%), Tg2 (-11%), Tg4 (-6%) e i vari tg regionali che perdono il 7%.

Perdono, in valori percentuali però inferiori, anche i principali telegiornali come Tg1 (-4,6%) e Tg5 (-4,3%). Il primo, fa notare Siliato, perde sempre più il vantaggio sul concorrente, ora di soli due punti rispetto ai sei dell’estate.

In forte crescita invece sono i social network, su tutti Twitter, dove i vari utenti affidano i loro commenti e scambiano informazioni e opinioni.

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