Leggo su Corriere.it:  “Qua stiamo parlando di parlamentari della Repubblica, non di bidelle”. La frase è di Anna Finocchiaro, candidata nelle file democratiche ed ex capogruppo pd al Senato. Una gaffe che non è passata inosservata e ha fatto infuriare la Rete (non soltanto la categoria chiamata in causa): su Twitter si è diffuso perfino l’hashtag #bidelle, mentre fioccavano le accuse contro «la sinistra snob» e contro certa «spocchia»”. Finocchiaro è stata costretta a chiarire: “Non avevo intenzione di offendere nessuno, e se l’ho fatto me ne scuso. Nel parlare, credo sia successo a tutti, a volte succede di usare paragoni e metafore forzate..».

Bene, ma rimane che sono i parlamentari, e non le bidelle (gli avvocati, i professori, etc.), a rappresentare la Nazione (art. 67 Cost.). Forse è politicamente poco corretto, ma è indubbio che parlamentari e bidelle hanno pari dignità personale ma non istituzionale. Riconoscerlo significa non già svilire le bidelle, ma responsabilizzare i parlamentari.

Finocchiaro è stata infelice, ma il clamore che ha suscitato è mero populismo demagogico. Personalmente, non amo la sinistra snob, ma certamente la preferisco alla sinistra ipocrita (aml)

http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_28/anna-finoscchiaro-gaffe_958ae61a-699b-11e2-a947-c004c7484908.shtml

 

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