Andiamo a guardare le nuove uscite dei libri e sugli scaffali delle librerie e in classifica troviamo due autrici che hanno saputo allacciare un forte legame con i propri lettori tanto da farle balzare subito tra i libri più venduti.

La prima è l’inglese J.K. Rowling, che con il nuovo romanzo “Il seggio vacante”, edito da Salani, abbandona il maghetto Harry Potter per confrontarsi con temi decisamente più vicini al mondo adulto e reale.

L’altra è invece la statunitense, che vive dal 1984 però in Inghilterra, Tracy Chevalier, molto conosciuta per “La ragazza con l’orecchino di perla”, che ha scritto il nuovo “L’ultima fuggitiva”, pubblicato da Neri Pozza.

Entrambe le scrittrici hanno conosciuto la loro fama grazie alle trasposizioni cinematografiche dei loro racconti, pur mantenendosi ben distanti per argomenti ed epoche narrate.

Harry Potter lo conosciamo un pò tutti, mentre “La ragazza con l’orecchino di perla” è un film del 2003 con Scarlett Johansson che narra la storia del famoso dipinto di Jan Vermeer.

“Il seggio vacante”, come già detto, è la prima opera in cui la Rowling si discosta dal fantasy. Prende spunto dalla migliore tradizione letteraria britannica, descrivendo un tipico villaggio delle Gran Bretagna in cui l’apparenza per bene cela vere e proprie tragedie umane.

La superficialità di alcuni personaggi, la malvagità di altri, il perbenismo di alcune figure femminili che perdono di vista il senso importante della vita, sono tutte caratteristiche che l’autrice incastona negli adulti. In quelle figure che non hanno la volontà, né la capacità, di cercare di migliorarsi e di migliorare la loro piccola comunità.

Lo sguardo dei ragazzi, degli adolescenti, è più vivo, più duro, ma senza secondi fini e per questo più onesto e leale con le situazioni che li travolgono.

Crescere è un passaggio assai arduo, ma quando la famiglia che deve essere punto di riferimento viene a mancare dalle basi e tutto ciò in qualche modo deve essere celato per continuare a vivere nella quieta pace della provincia inglese, fa sì che i ragazzi prendano decisioni più dei grandi stessi.

Ed è proprio quando il consigliere più amato e più odiato della cittadina muore all’improvviso, che gli intrighi, le violenze domestiche e l’ipocrisia che pervade l’idilliaco paesino, vengono a galla in una forma virulenta. Ma in un mondo di ingiustizie a volte sono proprio gli innocenti a pagare cara le colpe di altri.

La Rowling supera la “prova esame” e si conferma una scrittrice che sa come far affezionare il lettore ai suoi personaggi, ma è altresì vero che  bisogna superare almeno le prime cento pagine per entrare nel vivo della narrazione e questo purtroppo potrebbe scoraggiare anche i migliori lettori.

Tracy Chavalier nel suo romanzo “L’ultima fuggitiva” racconta la storia coraggiosa di una donna inglese che decide di attraversare l’oceano e ricominciare una nuova vita in America, nell’Ohio.

È il 1850 e la terra scelta dalla giovane, per una serie di coincidenze fortuite, è un luogo di confine, tra lo schiavismo del sud e l’abolizionismo del nord. I principi del vecchio continente si scontrano con una mentalità che pur guardando sempre avanti, assume una superiorità sull’altro come se fosse naturale e dovuta.

La protagonista femminile del libro, Honor, tra passione e amore impossibile, non tradirà i suoi principi e imparerà a non guardarsi indietro per fuggire dal passato, ma a volgere lo sguardo avanti per correre verso il futuro.

Grazie a un racconto narrativo che ben descrive la vita di un’epoca così lontana, il lettore riesce a intrecciare empatia con Honor e gli schiavi che aiuta nella loro fuga. Ma anche con la sua cara amica Biddy, rimasta nel Dorset, che conosciamo solo attraverso le epistole che Honor le invia, e dalle quali traspaiono i pensieri della protagonista.

La Chevalier vuole narrare attraverso questo periodo storico, l’America e il suo popolo che inevitabilmente sono stati segnati dalla schiavitù.

Sia la Rowling che la Chevalier narrano le loro patrie, sviscerandone gli aspetti meno edificanti, ma sapendo anche narrare i tratti di chi lotta per tentare di migliorare.

 

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