L'annullamento della riunione tra le associazioni cattoliche e il premier analizzata dal vaticanista ed editorialista della Stampa Andrea Tornielli

Non ci sarà alcuna Todi 3. Il terzo incontro tra le associazioni cattoliche previsto per domani e annullato rivela un raffreddamento dei rapporti tra quel mondo e il Professor Monti che all’incontro doveva partecipare salvo poi dare forfait? Lo abbiamo chiesto all’editorialista della Stampa e vaticanista Andrea Tornielli: “Todi 3 è fallita perché sarebbe apparsa come un’incoronazione troppo diretta del mondo cattolico verso Mario Monti mentre nell’intenzione di chi l’aveva invitato c’era l’idea di un confronto tra il Professore e le associazioni presenti. Il problema non è tanto il Forum di Todi ma tutte le realtà che ne avrebbero preso parte. Sarebbe stata vista come una discesa in campo troppo esplicita verso il premier”.

L’endorsement dei vertici vaticani dei giorni scorsi non è stato forse molto esplicito?

È innegabile che l’endorsement c’è stato. Non parlo solo dell’articolo dell’Osservatore romano ma anche del fatto che quel commento sia stato pubblicato pochi giorni dopo la conferenza stampa della ‘salita’ in campo di Monti e della comunicazione della Santa Sede sullo scambio di auguri tra il Santo Padre e Monti. È un fatto inedito per il Vaticano, in genere avviene e viene reso noto solo quello con il presidente della Repubblica. E poi le parole di apprezzamento del presidente della Cei Angelo Bagnasco nell’intervista al Corriere della Sera di inizio dicembre, replicate il giorno dopo l’articolo dell’Osservatore romano. Quindi non si può negare l’endorsement vaticano, non si può negare che esso arrivi direttamente dall’appartamento e dai più stretti collaboratori di Benedetto XVI, e nemmeno che il ministro Andrea Riccardi sia ben voluto all’interno delle gerarchie ecclesiastiche. Ma forse ci si è resi conto che l’appoggio dato a Monti era stato eccessivo.

Perché questa frenata? C’è stato qualcosa nelle decisioni del Monti politico che ha deluso i cattolici?

“Pur restando la stima, forse alcuni vertici della Cei si aspettavano un coinvolgimento maggiore e un dialogo con gli esponenti più cattolici del Pdl che erano pronti a lasciare Berlusconi per approdare verso la nuova formazione montiana. E poi la mancanza nell’agenda dei valori non negoziabili sui quali le gerarchie continuano a richiamare l’attenzione”.

Prevede una contromossa di Monti per recuperare i consensi cattolici persi?

“Per quanto riguarda la questione dei valori non negoziabili, Monti ha fatto chiaramente intendere che non vuole affrontare la questione nella sua agenda, più concentrata sui temi economici, spiegando che su di essi deve pronunciarsi il Parlamento. Per quanto riguarda le persone, bisogna attendere di conoscere da chi sarà formata la lista civica, se ne faranno parte, come probabile, anche persone provenienti dal mondo cattolico”.

Intanto Pierluigi Bersani ha annunciato ieri quattro illustri candidature provenienti proprio dal mondo cattolico, Emma Fattorini, Edo Patriarca, Ernesto Preziosi e Flavia Nardelli.

“E’ stata una mossa intelligente a livello politico, quei quattro nomi sono di peso. Ora vedremo come risponderà Monti. E’ chiaro che, come da tradizione, i cattolici si presenteranno divisi anche a questo appuntamento elettorale. Con la salita in politica di Monti era nata c’era chi aveva sperato che essa potesse diventare la nuova sponda che avrebbe potuto unire quel mondo. Ma per ora questo non si è verificato”.

Dopo il fallimento della riunione prevista per domani, il Forum di Todi è destinato a disgregarsi?

“Non so se si sgretolerà. Certo è che il Forum nell’ultimo anno ambiva ad essere qualcosa di più di un luogo di confronto politico, mirava a favorire la nascita di un nuovo e aggregante contenitore politico mentre le cose stanno andando diversamente”.

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