Il governo tunisino ha cambiato la sua posizione nei confronti dell’intervento francese nel nord del Mali dopo l’attacco terroristico avvenuto due giorni fa contro un impianto di idrocarburi nel sud dell’Algeria. Alla luce della vicenda, che ha visto coinvolti 41 stranieri e centinaia di lavoratori algerini, il ministro degli Esteri di Tunisi ha detto di “rifiutare in linea di principio qualsiasi ingerenza militare in Mali” e ha chiesto una soluzione africana per la crisi dell’Azawad. Questa posizione ha messo ulteriormente in difficoltà i rapporti tra i due paesi, già minati dopo l’ascesa al potere a Tunisi del partito islamico di Ennahda. Nei giorni scorsi, infatti, i diplomatici tunisini avevano espresso posizioni di apertura nei confronti dell’intervento francese in Mali sostenendo di “comprenderlo in linea di massima”.

Una delle prime conseguenze della nuova posizione tunisina rispetto alla guerra in Mali è stata una nota diffusa ieri notte dall’ambasciata francese a Tunisi. Il comunicato lancia un allarme a tutti i francesi residenti in Tunisia ai quali veniva chiesto di “elevare il livello d’attenzione e di prendere precauzioni evitando di visitare le regioni desertiche del sud della Tunisia”, ufficialmente come conseguenza di quanto stava avvenendo nel sud dell’Algeria.

L’emittente televisiva satellitare “al Arabiya” rivela che si è tenuto ieri mattina un importante incontro nel palazzo presidenziale al quale hanno partecipato i vertici dello Stato per studiare la situazione alla luce della guerra in Mali e per rivedere la posizione del Paese rispetto a questa crisi. In un comunicato pubblicato alla fine della riunione si chiede di “avviare un dialogo tra le forze politiche nazionali ammonendo dai pericoli che potrebbero sorgere se i politici del Mali faranno ricorso alle armi”.

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