Cambiamenti climatici e futuro del Pianeta. I rischi sono temperature bollenti, nuovi disastri per via di eventi meteorologici estremi, aumento delle emissioni di gas serra. La cura è una ricetta a base di politiche di mitigazione degli effetti, investimenti ‘verdi’, energie rinnovabili e un accordo globale sul clima per il 2015.
Il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, in un discorso in occasione di un incontro al Consiglio per le relazioni con l’estero, ha lanciato un appello sui cambiamenti climatici che – insieme alla crisi in Siria – ha ‘’conseguenze enormi’’.

Ban Ki-Moon avverte subito che, sia per la Siria che per i cambiamenti climatici, ‘’la comunità internazionale ha le proprie responsabilità’’ e che per entrambe serve ”un’azione collettiva che deve coinvolgere gli Stati Uniti”. Non dimentica però di tirare le orecchie ai politici che – a suo dire – dovrebbero passare dalle parole ai fatti. Il segretario delle Nazioni Unite boccia, in sostanza, l’arretratezza della classe politica sulla ”minaccia’’ che rappresentano ‘’i cambiamenti climatici”, nonostante il richiamo degli ”scienziati’’.

Ban Ki-Moon dipinge scenari futuri – sulla base delle informazioni scientifiche dell’Ipcc (www.ipcc.ch), cioè il panel di studiosi che studiano il clima su mandato dell’Onu; ora al lavoro al Quinto rapporto di valutazione – in cui il pericolo è di ”una spirale” con eventi meteorologici estremi e disastri naturali, ritardi nello sviluppo, profughi ambientali, perdita di terra e tensioni legate alla ‘guerra’ dell’acqua. Questo vale tanto più per gli Stati più ”fragili” della Terra (tipo le piccole isole del Pacifico che si trovano in pericolo per l’innalzamento del livello del mare, come Tuvalu e Kiribati). La cosa più preoccupante è, infatti, che ”le emissioni di gas serra stanno crescendo più velocemente che mai’’, invece che diminuire. Ban Ki-Moon ricorda quanto suggerito dagli scienziati sul riscaldamento globale: ‘’Dobbiamo limitare l’aumento della temperatura globale a 2 gradi. Continuando di questo passo siamo vicini a un aumento di 6 gradi”.

Sono troppi i leader che sembrano prendere ‘’le distanze dai cambiamenti climatici”, secondo il segretario delle Nazioni Unite; e al contempo sarebbero ”troppo pochi quelli che ne colgono l’importanza” legata a problemi della sicurezza globale, della gestione economica e finanziaria.
Primo punto per ‘adattarsi’ agli effetti ai cambiamenti climatici e’ ‘’spendere’’ per investire nella mitigazione. Poi, il capitolo dedicato alle energie rinnovabili: un settore – osserva Ban Ki-Moon – che ha creato ‘’1,5 milioni di nuovi posti di lavoro l’anno scorso’’; con ‘’le politiche giuste” l’80% dell’approvvigionamento energetico mondiale potrebbe essere coperto da fonti rinnovabili entro la metà del secolo. Insomma, una delle strade per difendere il Pianeta è la ‘green economy’, che Ban Ki-Moon definisce ”un investimento” per un futuro più sicuro per tutti.

Punto di arrivo di tutto questo è mantenere la promessa di un accordo sul clima entro il 2015. Lo stesso accordo che si tenta di chiudere da qualche tempo, e che però è saltato più volte ai tavoli dei negoziati ufficiali della Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici della Convenzione quadro delle Nazioni Unite, l’Unfccc (http://unfccc.int/2860.php). In quest’ottica, Ban Ki-Moon accoglie con favore la ”nuova volontà” del presidente Usa Barack Obama di dare ”alta priorità politica ai cambiamenti climatici”.

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