I piccoli imprenditori schierati per Beppe Grillo? Sì, ma attenzione alle etichette. Stefano Feltri, capo dell’economia del Fatto Quotidiano, intervistato da Formiche.net, riconosce il feeling tra il Movimento 5 Stelle e le imprese, ma ammonisce sul carattere “umorale” della sintonia momentanea.

“Da un certo punto di vista sì può parlare” di nuova alleanza, “ma solo dal lato umorale”, della protesta contro la casta. “Grillo raccoglie il consenso di chi non voterebbe mai a sinistra e sono delusi da Berlusconi. Ma attenzione, Grillo non ha niente da offrire a loro. Mentre la Lega, tutto sommato, era in sintonia con le piccole imprese – ne capiva i problemi, dall’Iva per cassa al credito d’imposta per esempio – Grillo non ha alcuna idea di ciò, lancia solo delle idee sul web. Non possiamo quindi parlare di nuova constituency”, avverte Feltri.

Dal comico genoverse insomma non arrivano grandi proposte: “A me sembra che abbia idee chiare solo sulla casta e l’antipolitica. Sulle altre parti, solo idee confuse. Ad oggi abbiamo solo il programma – troppo confuso e oscuro – e i 20 punti, poco dettagliati e senza copertura di spese”. Feltri fornisce un esempio: “Grillo vuole abolire le authority e fare tutto con class action. Già questo dovrebbe preoccupare non poco gli imprenditori”.

Un altro aspetto debole, secondo il giornalista esperto di economia e finanza, è poi rappresentato dal fatto che Grillo “non fa neanche lo sforzo di legare tra loro i punti programmatici, come ad esempio fa il Pd, e nemmeno quello di indicare la copertura di spesa per le varie proposte. Qualcuno osserva che i fondi si troveranno tagliando i costi della casta, che però uno studio della Uil ha dimostrato aggirarsi intorno ad un miliardo di euro. Già l’abolizione dell’Imu ne costa quattro”, tanto per citare una proposta.

Quello che ha ribadito Silvio Berlusconi, ossia che molti candidati del Movimento di Grillo provengono dall’estrema sinistra “è condivisibile solo in parte. I candidati arrivano da ambienti vicini al centrosinistra. Sono per lo più precari, dipendenti pubblici, giovani ricercatori e insegnanti. Non mi risulta aver visto avvocati, commercianti. L’elettorato di riferimento invece – conclude Feltri – è molto più trasversale. Buona parte degli elettori del Movimento 5 Stelle hanno votato in passato la destra e la Lega Nord”.

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