Pronti per l’after hour di questa sera per i risultati delle elezioni?

Dopo la lunga notte degli Oscar, eccoci arrivati al rush finale di questa chiamata alle urne.

Al di là dei risultati sicuramente il protagonista incontrastato, l’outsider che fino a poco tempo fa i politici non temevano, è stato Beppe Grillo. Il suo Movimento 5 Stelle si è imposto nelle piazze, sui social media e alla fine anche la televisione si è “piegata” a parlarne molto più di quanto si pensasse.

Il modello comunicativo ha conquistato anche gli scaffali delle librerie, risultando ormai un fenomeno da studiare, tanto quanto a livello di comunicazione politica e non è stato analizzato Silvio Berlusconi.

È per questo che vi proponiamo alcuni titoli che hanno esaminato non tanto il popolo di Grillo, quanto come effettivamente questo popolo si è creato e ha seguito il Movimento, che viene comunque scrutato curiosamente anche all’estero.

Definito come il Savonarola di Genova o un Mosè rock, attraverso questi saggi si può ripercorrere la sua carriera prima di comico e poi di blogger, fino ad arrivare a quello che rappresenta oggi. Passiamo in rapida rassegna alcuni dei più recenti saggi dedicati al capo comico grillino.

“La storia e il programma politico del Movimento 5 Stelle” è un libro a cura di Paolo Marcolisi, pseudonimo, edito da Barbera Editore, in cui ci si interroga su chi è effettivamente il comico di Genova: genio, rivoluzionario o impostore travestito da ribelle? Una guida per farsi un’idea su una personalità che o si odia o si ama da quando il 28 gennaio 2005, insieme con Gianroberto Casaleggio, apre il suo blog, vero e proprio magazine on line. Dallo Stato all’economia fino alle proposte sulla sanità, Marcolisi propone inoltre il programma del Movimento.

Roberto Caracci, saggista e critico, ha pubblicato invece “Il ruggito del Grillo. Cronaca semiseria del comico tribuno” (Moretti &  Vitali), in cui lo definisce come il “Deus ex machina” che a torto o a ragione è simbolo dell’antipolitica. Le sue idee partono dal basso, quindi l’accusa di demagogia non gli si addice, anzi. La sua forza sta proprio nel parlare alla folla direttamente, esprimendosi attraverso la sua comicità ed è questo secondo l’autore che fa tremare di più i politici tradizionali. Considerando anche che Grillo stesso preferisce non definire il M5S un partito di protesta, semmai un partito di proposta, nel quale lui è solo un disseminatore di idee.

“Un grillo qualunque. Il movimento 5 stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani” (Castelvecchi RX) è il saggio di Giuliano Santoro, giornalista che si occupa di politica, cultura e società. Grillo, secondo l’autore, arrivando da un passato televisivo, rappresenta la televisione che colonizza i nuovi strumenti di comunicazione. Egli è un sintomo della convergenza di vecchi e nuovi metodi per comunicare. La crisi globale, l’impoverimento democratico e lo svuotamento della funzione dei partiti tradizionali hanno aperto il varco ai V-Day e poi al suo partito, manifestando la volontà di costituire una nuova forma di democrazia nata sul web. Infatti è proprio Internet che è alla base della forza di Grillo, il quale ha messo in atto meccanismi di comunicazione e codici linguistici di successo, tanto da rendere il M5S un partito rassicurante e di protesta al tempo stesso. Santoro infatti definisce il grillismo un populismo digitale, avendo l’abilità di rivolgersi alla folla e capendone la psicologia, utilizzando altresì una forma di manipolazione delle emozioni.

Il giornalista Federico Mello proprio dalla manipolazione parte per spiegare il fenomeno Grillo ne “Il lato oscuro delle stelle. La dittatura digitale di Grillo e Casaleggio. Testimonianze, documenti e  retroscena inediti” (Imprimatur editore). Questo saggio analizza i lati oscuri della democrazia diretta che dovrebbe essere alla base del web, criticando la struttura interna del movimento che risulterebbe chiusa e rigidamente verticale. Mello si pone l’obiettivo di approfondire il fenomeno Grillo, ma anche quello di raccontare un “case study” su progetti politici che utilizzano la Rete e che inevitabilmente in futuro saranno sempre più numerosi.

Insomma sembra proprio che gli studiosi siano stati più lungimiranti di tanti protagonisti della vecchia classe politica se hanno cominciato a studiare Beppe Grillo e il M5S e non solo a relegarlo come fenomeno di nicchia.

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