Il dibattito sullo scontro tra “competenza” e “volontà popolare”, innescato dalla proposta di Mario Monti, si è arricchito ieri, su Il Foglio, di un bell’articolo di Marco Valerio Lo Prete (“Perché le élite italiane temono la ‘meritocrazia elettiva’ di Monti”) da cui traggo il seguente passaggio su quella che viene definita l'”analisi classica” di Giovanni Sartori: “Se la democrazia è, descrittivamente, una poliarchia elettiva, come dovrebbe essere prescrittivamente? rispondo: dovrebbe essere una poliarchia selettiva, intendendo che una ‘buona’ democrazia dovrebbe essere una meritocrazia elettiva”. Sono pronto a sottoscrivere il giudizio di Sartori. Anche se prima vorrei comprendere il destino riservato al suffragio universale. Dopo aver fatto allenare gli atleti da tecnici esperti, la decisione su chi deve gareggiare può essere affidata agli spettatori?

http://www.ilfoglio.it/soloqui/16905

 

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