La tecno-cremlinologia applicata ai tweet di Bersani: perché piccoli dettagli possono tradire cose molto grandi.

Questo blog ha preso a cuore il fattore-coesione, e crede che solo la formazione che riuscirà a mantenere compattezza tra le proprie fila avrà chances reali di pesare nello scenario post-elezioni. Lo sanno bene, ovviamente, i leader delle principali formazioni in corsa, che fanno a gara nel sottolineare i dissapori – veri o presunti – che serpeggiano tra gli avversari. E’ secondo questa logica, per esempio, che si spiattellano ai giornali le rivalità interne ai montiani, e il rischio che Monti “cannibalizzi” i suoi compagni di strada.

In questo tipico schema di gioco, tutto fa brodo. Anche – soprattutto – scranni particolarmente prestigiosi, come quello di Presidente del Senato, a cui si dice aspiri Pierferdinando Casini ma per il quale ultimamente vocine maliziose accreditano lo stesso Monti. Il quale, a sua volta, non perde occasione per lusingare i pidiellini meno convinti del sodalizio con la Lega. A sinistra, invece, è presa di mira l’alleanza tra il PD e SEL, che preoccupa l’ala dossettiana del PD e una parte di coloro che alle primarie PD avevano votato Renzi.
Non mancano infine dettagli un po’ insoliti ma gustosi, come quello rivelato da un articolo di Alessia Maccaferri su Nova, l’inserto tecnoinnovativo domenicale de Il Sole 24 Ore: Vendola è follower di Bersani su twitter, ma Bersani non segue Vendola. A questo blog la cosa suscita qualche dubbio: perché questa assenza di reciprocità? Questione di fiducia assente o, al contrario, ampiamente scontata? Il tempo ce lo dirà.

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