Habemus Papam non è solo il titolo del film diretto da Nanni Moretti, che molti evocano come profetico per le dimissioni del Papa. È anche il titolo di un libro pubblicato lo scorso anno da Gabrielli editore e scritto da Don Paolo Farinella.

Don Paolo è parroco a Genova ed è biblista, scrittore e saggista. Un vero personaggio sui generis, che si definisce prete cattolico dal cuore laico, come si può leggere nel suo blog. Egli ci tiene anche a precisare di non rappresentare nessuno, solo se stesso, senza pretendere di insegnare qualcosa a qualcuno. Non per niente non cela il suo pensiero, come la sua fede e il suo cuore.

La passione grillina

Come il più conosciuto Don Gallo, enuncia il messaggio di Dio sulla strada. Ha presenziato alla nascita del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo il 4 ottobre 2009, movimento nato sotto San Francesco. Ed è notizia di questi giorni che voterà proprio Grillo alla Camera. Sì, perché Don Paolo ha pubblicato una lettera aperta, enunciandovi i suoi criteri e valutazioni per una scelta etica, in cui in maniera molto schietta dà un giudizio su ogni leader candidato, dichiarando quale alla fine sarà il suo voto e perché.

Le attività di Farinella

Certamente non è la prima volta che si schiera. Don Paolo scrive infatti sia su “Il Fatto Quotidiano” che su “Micromega”. Sua una riflessione pubblicata su quest’ultimo lo scorso dicembre, in cui commenta duramente la scelta di Papa Ratzinger di dichiarare che i matrimoni fra gay sono una minaccia per la pace e la giustizia.

Il libro Habemus Papam

Ma torniamo al suo libro “Habemus Papam. La leggenda del Papa che abolì il Vaticano”. Il libro vide la sua prima stesura durante la permanenza di Don Paolo a Gerusalemme, nel 1999-2000, ma si intitolava “Habemus Papam, Francesco”.

Alla luce degli scandali vaticani, Vatileaks, il romanzo storico-teologico che utilizza il genere giallo-thriller per arrivare più direttamente al pubblico, si è rivelato a giugno, quando uscì di nuovo pubblicato da Gabrielli, profetico.

Il racconto della Chiesa

Rivisto seguendo un’ottica vicina alle vicende più attuali e lasciando inalterata la struttura narrativa, narra una Chiesa stanca e troppo incasellata in un regime gerarchico e di potere, sperando in una istituzione che si ispiri di più al Vangelo. Il nuovo Papa nel romanzo, Francesco I, infatti si spoglia di tutti i suoi averi subito dopo esser stato eletto e abolisce il Vaticano per ritornare ad essere pellegrino.

Una decisione senza precedenti che manifesta quanto anche nella Chiesa stessa possano, in modo utopistico, estendersi voci differenti, ispirate da San Francesco D’Assisi.

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