Le famiglie italiane sono in difficoltà: secondo una ricerca di Adusbef e Federconsumatori nel 2012 si è registrato un numero record di pignoramenti.

 

I mutui sono prodotti essenziali al ine di distribuire nel tempo la spesa per l’acquisto di beni o servizi. Nella scelta del finanziamento occorre tenere presente che l’offerta più vantaggiosa è quella che meglio risponde alle nostre personali esigenze, in tal senso quindi, possiamo porre i mutui delle principali banche a confronto così da comprendere quale sia quello più in linea con le nostre richieste e progetti.

 

Effettuare una scelta oculata è importante tanto più che a causa della crisi domandare un mutuo è diventato più difficile. Da un’indagine di Adusbef e Federconsumatori è emerso, inoltre, che il 2012 è stato un vero e proprio anno di boom per quanto riguarda i pignoramenti.

Le famiglie che non riescono più a sostenere il peso del finanziamento per l’acquisto della casa sono sempre di più. I dati delle Associazioni sono stati raccolti in 37 tribunali nel periodo tra il 30 settembre e il 31 dicembre, negli anni 2010 e 2012, mettendo in evidenza un sostanziale aumento dei pignoramenti che, negli ultimi mesi del 2011 sono stati oltre 37 mila, e nel 2012 hanno toccato quota 49 mila.

Questo dato negativo fotografa la situazione di estrema difficoltà in cui versano le famiglie italiane. In generale infatti, l’aumento dei provvedimenti di pignoramento è pari al 20%, con una drammatica ricaduta sul tessuto economico-sociale, che vede 45 mila famiglie costrette ad abbandonare la propria casa, e circa 100 mila immobili finiti all’asta.

Il maggior numero di pignoramenti sono avvenuti a Milano, Roma, e Torino, mentre per quanto riguarda l’aumento di tali provvedimenti, il primato negativo spetta a Prato, dove nel 2012 si sono registrati il 51% di provvedimenti in più rispetto al 2011.

 

La crisi che i politici continuano a dare come vicina alla fine quindi non accenna in realtà a diminuire, ne sono la prova questi dati che riguardano le famiglie alle prese con i debiti e i mutui da pagare.

 

Un’altra considerazione è da fare sulle città segnalate come quelle in cui sono stati registrati il maggior numero di casi: Roma, la capitale, che nell’immaginario collettivo può sembrare lontana da ogni tipo di crisi economica essendo il centro politico e dei servizi di tutto il Paese, Milano, per antonomasia la capitale economica d’Italia, e infine Torino, che per molti anni con la Fiat è stata anch’essa una delle roccaforti del lavoro italiano.

 

Proprio qui invece sembra che la crisi si faccia più sentire, un dettaglio da non sottovalutare e che dimostra quanto il momento negativo abbia raggiunto davvero tutte le fasce della popolazione italiana, anche quelle che fino a poco tempo fa sembravano indenni.

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